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A Padova Guardie Giurate e Polizia Locale assieme, ma non s’ha da fare – i perchè

Ho avuto occasione di leggere sui giornali di oggi che il sindaco di Padova Bitonci, noto nel periodo recente per essere molto attento ai problemi della sicurezza (soprattutto di quella spicciola direi), ha pensato di affiancare agli agenti di Polizia Locale delle Guardie Giurate che avranno il compito di pattugliare determinate zone e segnalare alle forze di polizia (ed in particolare alla Locale con la quale sarà siglato l’accordo) eventuali problemi, con particolare riferimento ai “furti che stanno massacrando i cittadini”.

Una cosa simile è già avvenuta a Cittadella, apripista di questo genere di servizi, viene proposta a Venezia col progetto “Mille occhi sulla città” e a Roma come in moltissime altre realtà nei mezzi pubblici, dove i controllori sono sempre più spesso affiancati da Guardie Giurate.

Tuttavia, per spiegare i motivi che mi spingono a dire che si tratta di soluzione palliative e francamente fasulle: in particolare quando Bitonci viene a dirci che assumere 10 poliziotti locali costerebbe 500mila euro mentre le Guardie, peraltro in numero maggiore, arriverebbero sui 300mila. Vediamo il perchè:

UN AGENTE DI POLIZIA LOCALE

– E’ un dipendente pubblico.

– Ha qualifiche di Polizia Giudiziaria e di Pubblica Sicurezza

– Può procedere a qualsiasi atto di polizia (perquisizione, arresto, sanzione) di diritto e riceve delle indennità per questo.

-Porta la pistola per difendere la collettività e la utilizza con le regole dell’art. 53 del Codice Penale (di cui parleremo presto).

UNA GUARDIA GIURATA

– E’ un privato cittadino.

– Ha una qualifica di Incaricato di Pubblico Servizio (sostanzialmente gli è riconosciuto che ciò che fa va a vantaggio della collettività, esattamente come addetti alle pulizie o soccorritori di onlus private o vigili del fuoco aziendali).

– Ha già l’obbligo legale (derivante dalla qualifica di cui sopra), senza bisogno di alcun contratto o accordo con comune e prefettura, di avvertire le Forze di Polizia di qualsiasi crimine venga a conoscenza durante il suo servizio.

– Non può procedere a nessun atto di polizia: la sua è una presenza preventiva il cui compito è informare la forza pubblica di eventi che danneggiano la proprietà di cui ha la custodia e non percepisce alcuna indennità.

– Porta la pistola per difesa personale come da art. 52 (già precedentemente analizzato).

I colleghi (perchè si, chiunque rischia la pelle su strada è un collega) del privato, sostanzialmente, hanno una funzione prettamente preventiva e dissuasiva verso chi volesse compiere un crimine, ma non hanno alcun potere pubblico che permette loro di agire direttamente contro un criminale. Le recenti e pesanti condanne a guardie che hanno effettuato interventi oltre le loro possibilità operative dimostrano che non c’è alcuna apertura dello Stato a concedere loro, anche tacitamente, un qualsiasi potere, se non su espressa richiesta di una forza di polizia nell’immediatezza del fatto.

Se sulle strade c’è un problema sicurezza, non si può minimizzarlo parlando di furti in casa: una Guardia infatti, pur potendo avere un sicuro effetto deterrente, non ha alcuna possibilità effettiva di intervento in caso di focolai di risse, di incidenti, di necessità contingibili ed urgenti di dare ordini alle persone, di effettuare controlli di polizia su soggetti e veicoli sospetti. La sicurezza non può essere ridotta ad un caso (anche se fa molto audience farlo) e non si possono mettere su strada professionisti cui di fatto non è concesso dalla legge agire per il bene comune: ne esce una situazione pericolosa in primis per le guardie stesse, che potrebbero trovarsi ad agire in situazioni dove rischierebbero di trovarsi incastrate tra il non poter fare nulla e dovere comunque intervenire.

Sarebbe la stessa cosa se qualcuno se ne uscisse con l’idea di mandare la Polizia Locale con scudi e caschi a fare Ordine Pubblico agli stadi o alle manifestazioni: NON SI PUO’ FARE. E non perchè la Polizia Locale non è capace di farlo o non potrebbe esserlo, ma perchè la legge dice che non è sua competenza. Punto e fine, pacifico e diretto.

Ben diverso sarebbe ovviamente se Bitonci (o chi per esso) mettesse i colleghi guardie a piantonare uffici ed enti pubblici, distogliendo da tali servizi gli agenti di Polizia Locale che ne vengono solitamente impiegati (e si tratta di servizi spesso amati perchè levano dal starsene per strada a fare viabilità e controlli in luogo di una bella sedia, una guardiola condizionata e un computer) per mandarli su strada ad operare al pieno delle loro possibilità.

Se mi leggessero i sindacati mi metterebbero in croce probabilmente, ma resta il fatto che non vi è differenza di dignità tra una poliziotto locale e una guardia (così come non vi con la Polizia di Stato, i Carabinieri e le altre forze sia chiaro) e che quindi da nessuna parte sta scritto che le guardie debbano ramazzarsi i compiti più rischiosi o rognosi, per quanto loro non legalmente demandati, solo perchè troviamo più comodi alcuni servizi che invece potrebbero benissimo svolgere al nostro posto.

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