Polizia Locale

Sciopero Generale: le rivendicazioni.

Questa è la voce di una categoria che non sopporta più di essere massacrata di insulti e di bestemmie,che non accetta di essere il capro espiatorio di politici e di cittadini, che non ne può più di venire massacrata per l’unica colpa di far rispettare il senso civico in un paese che di senso civico non ne ha.

Il 2015 è iniziato con un attacco mediatico inconcepibile ed inaccettabile, cui per la prima volta si è risposto con il primo sciopero generale della categoria. Il 12 febbraio tutti i Poliziotti Locali dovranno FERMARSI. E chi sarà precettato dovrà farlo comunque, presentandosi in servizio certo (nessun errore come a Roma, non diamo nuove armi ai nostri avversari) ma attuando quello che è lo SCIOPERO BIANCO!

Le rivendicazioni di noi, 60mila agenti di Polizia Locale, stanchi di essere Vigili Urbani, stanchi di essere “polizia” quando comoda ad un prefetto ma “impiegato” agli occhi del cittadino, stanchi di sguardi ironici, stanchi anche, presumo, di colleghi svogliati e complessati che sono il vero malumore della categoria, poiché è dai loro atteggiamenti che è nato l’odio sono riassunte nei comunicati sindacali delle ultime ore, e comprendono:

1) Nuova Legge Quadro della Polizia Locale;

2) Rientro Contratto di Diritto Pubblico;

3) Reinserimento Equo Indennizzo – Cause di Servizio;

4) Modifica art. 57 c.p.p. – Estensione della qualifica h 24;

5) Diritto di partecipazione al Comitato Nazionale Sicurezza e Ordine Pubblico;

6) Riacquisizione Indennità Pubblica Sicurezza Legge Quadro 65/86;

7) Parificazione Salariale – Previdenziale – Assistenziale al pari delle Forze di Polizia;

8) Riconoscimento Categoria a Rischio;

9) Deroga al blocco assunzionale e adeguamento degli organici;

10) Obbligo di attivazione Fondo Previdenza ex art.208 CdS in tutti i Corpi di P.L.;

11) Rispetto della Sicurezza sui Luoghi di Lavoro e Medicina Preventiva;

12) Obbligo sorveglianza sanitaria;

13) Monitoraggio Malattie Professionali;

14) Riconoscimento della “strada” quale luogo di lavoro per la prevenzione della
patologie connesse;

15) Copertura assicurativa h24 per il porto dell’arma sui rischi di responsabilità civile
e patrimoniale;

16) Copertura assicurativa sugli infortuni in servizio – aggressioni e recupero
indennità giornaliere;

17) Assegnazione individuale di strumenti per l’autodifesa e di protezione sanitaria;

18) Normativa sulle patenti di servizio e salvaguardia delle patenti personali;

19) Obbligo di Formazione e aggiornamento professionale con cadenza biennale;

20) Contratto economico di area specifica con indennità accessorie mirate al ruolo e
funzioni di legge;

21) Deroga (non applicabilità) al D.Lgs. 150 del 27.10.2009, c.d. riforma Brunetta, in
materia di produttività e performance.

Perché vogliamo poter agire in difesa del cittadino anche fuori servizio, perché vogliamo essere gestiti dallo stato e non dalle paturnie politiche di un sindaco qualsiasi, perché vogliamo essere preparati come i colleghi dello Stato, perché non accettiamo che la “strada” sia considerata da poliziotti di serie B, perché vogliamo poter avere gli strumenti per tutelare il cittadino e noi stessi, perché vogliamo eseguire i trattamenti sanitari obbligatori, i rilievi su strada, i controlli alcolemici, le operazioni di pubblica sicurezza, le operazioni congiunte di polizia (tutte cose che già facciamo) con i giusti dispositivi di protezione, perché non vogliamo che il nostro stipendio sia collegato al numero di multe che facciamo, perché siamo uomini di legge e non maledetti bancomat comunali, perchè siamo poliziotti e non guardie personali del sindaco, PERCHÉ’ VOGLIAMO LAVORARE E FARLO BENE NELL’INTERESSE DEL CITTADINO E DELLO STATO.

PRETENDO che tutti i rancorosi leoni da tastiera che hanno detto ciò che hanno detto, che hanno scritto quel che è stato scritto, di leggere molto attentamente le nostre rivendicazioni, rivendicazioni di persone che sono e che vogliono restare al loro servizio.

Pretendo altresì, come dico in ogni articolo, che chi vuole timbrare il cartellino in orario ogni giorno, chi non vuole fare le notti, chi non vuole la pistola, chi ripone il tesserino appena stimbrato perché “fuori servizio faccio i cazzi miei”, chi pensa di sfogare le proprie frustrazioni tartassando il cittadino di sanzioni insulse per farsi magari bello agli occhi di una dirigenza che spesso ci manda allo sbaraglio perché per lei siamo numeri e non agenti SE NE VADA. Cambi mestiere, sparisca, perché la pacchia è finita. Siamo poliziotti e lo resteremo, per i VIGILI URBANI non abbiamo più spazio. Sono morti, spariti, sepolti, scomparsi.

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