Cronaca

Di nuovo come un tempo, sopra l’Italia intera, fischia il vento e infuria la bufera

Si, Fischia il Vento. Non è un caso la scelta di un passaggio di una famosissima canzone rivoluzionaria di sinistra (Per i Morti di Reggio Emilia, che a sua volta riprendeva la partigiana Fischia il Vento) per iniziare quello che agli occhi di alcuni sembrerà un articolo poco “di sinistra”. Eppure, ben prima che la sinistra italiana acquisisse la connotazione buonista, lassista e permissivistica degli ultimi anni, il vento ha fischiato contro l’annullamento delle libertà civili, contro la paura delle persone a girare per strada, e oggi, dopo 70-60-50 anni da quei momenti, il Sol dell’Avvenire è ancora lontano e, quel che è peggio, non solo la classe politica, ma anche la cittadinanza, hanno perso le speranze di vederlo sorgere (la politica direi che proprio non ne ha l’interesse).

Foto Gabriele Strada /Neg © http://www.giornaledibrescia.it

Per intanto nella nostra funestata nazione abbiamo un susseguirsi di casi –aggressione a controllori con un machete – Sparatoria a Vicenza – maxi rissa a Brescia che dimostrano come la situazione sociale stia diventando sempre di più un’immensa pentola a pressione pronta ad esplodere. L’italiano, a tutti gli effetti, non si sente più sicuro, e non sentirsi significa non esserlo. Nemmeno gli si possono dare tutti i torti. La delinquenza, in particolare quella di strada, quella più vicina a tutti noi, sta aumentando, e sopratutto ne sta aumentando il risalto mediatico, dove cose che una volta sarebbero passate in silenzio oggi sono diffuse ovunque, quando fin pochi anni fa sarebbero state limitate alle pagine di giornali di cronaca locale.

Quello che poi spaventa più di tutto è la cieca violenza, l’eccessiva cattiveria scatenata per cose banali – un controllo di un biglietto, un commento su una ragazza, la richiesta di uscire da un bar –  e la totale sensazione di impunibilità che ogni italiano ha nei confronti dei colpevoli di questi fatti, prima ancora che vengano non giudicati,ma anche presi.

A questo si aggiunge l’odio e l’astio verso i poliziotti – accusati senza processo di essere assenti, codardi, vigliacchi,  incapaci – “si vede la vigilessa impaurita e che non sa cosa fare” HA OSATO CHIOSARE IL TG 5 commentando i video della rissa a Brescia, sfiorando, anzi, raggiungendo, quella che per me è pura diffamazione a mezzo stampa per la quale spero la collega vorrà ottenere giustizia.

Cosa pretendevano facessero due soli agenti per fermare una decina di violenti, in una situazione dove non si capiva nemmeno chi avesse iniziato e perché, con le telecamere dei telefonini di tutta la piazza puntati addosso, non lo riesco a capire…davvero qualche idiota pretendeva si sparasse? E dove? Per aria? Su di loro? Con centinaia di civili potenzialmente sulla linea di tiro? O in due ad agitare spray (il ridicolo spray che ci danno in dotazione, dove lo danno, io manco quello ho) e poi manganellare quelli su cui avrebbe fatto effetto? Ma ve li immaginate i titoli ed i commenti? O forse pretendevate che urlando “fermi polizia” quelli smettessero? Purtroppo in Italia, per i mezzi, gli uomini, gli strumenti e le possibilità operative che abbiamo era impossibile fare altro. Il cittadino deve prendersela non con noi,ma con la legge e la politica che non ci permettono di lavorare. Intanto complimenti ai colleghi che li han beccati tutti. Una volta tanto ci abbiamo fatto una ottima figura e chiunque vada a dire il contrario dimostra di non capire nulla di regole di ingaggio e tecniche operative di polizia.

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