Cronaca

Ricordarci per quale motivo abbiamo la divisa

Dopo il mio ultimo articolo, per motivi che penso essere evidenti, ho a lungo pensato una soluzione alla situazione attuale non per ultimo considerando molto seriamente di rinunciare al mio posto e al mio ruolo di agente di una “polizia” che non solo non rispecchia il mio significato del termine, ma che soprattutto faccio fatica ormai a sopportare. Siccome vado a lavoro con lo stomaco chiuso per quello che so vedrò o farò (e sopratutto quello che so che non farò), durante il servizio lo stomaco resta chiuso per ciò che vedo, faccio e non faccio, e appena staccato sempre chiuso resta perchè so che nell’arco di 12/24/36 ore (in base al turno) ritornerò al punto di partenza…beh, capirete che la soluzione, visti anche i sempre più numerosi attacchi di gastrite che sto avendo…aveva il suo senso.

Aveva, perchè poi mi capita di trovarmi davanti a certe cose:

E allora ti viene da dire che forse, anche se sei soltanto un finto poliziotto che fa le multine (o un vero poliziotto prestato alle soste come preferisco sentirmi), e che se forse ti capiterà una volta in 40 anni di servizio di occuparti di una situazione simile, beh sarà una volta che avrà reso sopportabili i 40 anni di soste e cellulari, senza contare che da oggi andrò ad insegnare educazione stradale e civica con ancora più voglia di impedire che certi soggetti possano proprio crescere.

Aurora, con la sua disavventura, per la quale ha la mia vicinanza e comprensione, che non arriva perchè lei è una transessuale vittima di un sopruso da parte di 5 delinquenti, ma arriva perchè è una PERSONA vittima di un sopruso da parte di 5 delinquenti, mi ha ricordato perchè ho voluto indossare la mia pure brutta divisa e il mio pesante distintivo nel portafogli.

A lei dico di farsi forza, perchè sarà per sempre più forte di loro, perchè la sua forza d’animo è sempre superiore alla loro forza del numero, del pregiudizio, della sopraffazione. Ai colleghi (carabinieri ovviamente) cui è stato denunciato il fatto, auguro di identificare questi soggetti nel più breve tempo possibile, e ai colleghi della PL…beh…ricordo che l’appello Aurora l’ha fatto anche al sindaco, e quindi, a noi.

Certo,  chi invece pensa che la divisa serva ad altro, che i transessuali, i gay, i comunisti e gli immigrati meritino meno attenzione rispetto gli altri cittadini, che i criminali sono sempre rumeni, africani e arabi, che guarda con sospetto ogni musulmano, chi ritiene che le minacce e le aggressioni non facciano parte del proprio dovere, chi si accontenta della bustarella del 27 del mese, chi si frega le mani con bollettario stretto tra i palmi…beh, egregio collega, lasciatelo dire, hai sbagliato tutto. Perfino più di me, e, credimi, non è facile.

Nel frattempo, finchè ci saranno persone che hanno bisogno di aiuto, sarò fiero, non felice, ma fiero si, di indossare la mia divisa e, pur avendo in odio l’istituzione in cui la sorte ha voluto infilarmi, spero di riuscire a mantenere il minimo rispetto verso me stesso per dirmi che, forse, c’è ancora ragione di starmene in Polizia Municipale, o meglio, nei vigili urbani.

Coraggio Aurora, la parte giusta dell’Italia è dalla tua parte.

V

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