Polizia Locale

L’assalto in Francia tra incredulità e paura…

Oggi mi trovavo ad un banale servizio di controllo accessi; sei ore in piedi ad indicare alla gente dove andare e dove non andare, da solo. Servizio tranquillo se non fosse che avendo addosso una divisa, giustamente, si diventa anche un punto di riferimento cui le persone si rivolgono per qualsiasi evenienza, dalla richiesta se attivare o meno il disco orario nel parcheggio fino a segnalazioni di aggressioni, scippi, ubriachi molesti e via così.

Proprio mentre stavo li un signore si avvicina e mi fa “Ma lei come fa a stare tranquillo da solo qui per ore?” e io ho risposto “in che senso scusi?” -“Ma non ha sentito in Francia dell’assalto…” alchè io, che non avevo avuto il tempo nemmeno di aprire l’home page di un giornale online sono caduto dalle nuvole.

Informatomi sull’accaduto e visti i filmati terribili di quei momenti cui non riesco ancora a dare un senso, è rimasta…come posso chiamarla…la paura? Lo smarrimento? L’incredulità nel vedere un collega gemere a terra e venire finito con un colpo alla nuca, nel peggiore dei modi, da un vigliacco schifoso assassino che mi auguro solo veda un suo parente subire una cosa simile?

No, quella che è rimasta è la consapevolezza che quello che è successo in Francia può succedere ovunque, anche qui. Dobbiamo smetterla di pensare di essere intoccabili, smetterla di vedere queste cose come accadimenti lontani…è notizia di ieri che un minorenne ha accoltellato quasi a morte un signore accorso in aiuto del figlio vittima degli atti di bullismo dell’attentatore…le immagini del pazzo con due machete per il centro di Jesi sono ancora su tutti i giornali, e ricordiamo che nel padovano poco dopo un altro ha replicato brandendo un coltello in un bar, per tacere della strage di Milano dell’ormai arcinoto Kobobo, armato di piccone, o dell’uccisione di due venditori senegalesi a colpi di revolver a Firenze nel dicembre del 2011.

Musulmani o meno, il mondo sta vivendo un’ondata di terrorismo diversa da tutto quello che si è visto: il terrorismo classico si combatte sopratutto con l’intelligence: intercettazioni, pedinamenti, insomma si cerca di capire quando e dove avverrà l’attacco per prevenirlo. Quello di oggi però è un terrorismo nuovo, un terrorismo non solo di organizzazioni radicate e ben note (le BR, Prima Linea, Al Qaeda) ma quello di persone normali, persone deboli che, da un momento all’altro, senza aderire a nulla, prendono la prima cosa che trovano (coltello, machete, pistola, mitra in base a come possono organizzarsi) e vanno ad ammazzare a caso, parliamo di bombe inesplose, assassini dormienti che possono scattare senza preavviso alcune, se non magari una riga su facebook il minuto prima di uscire di casa per compiere la loro crociata o la loro jihad personale. Per tacere di quelli che, magari europei da generazioni, vanno ufficialmente in Turchia o paesi limitrofi con visti per studio, e, invece, se ne vanno in Siria, Libano eccetera ad addestrarsi, per poi tornare a casa con sul curriculum sei mesi di studio in un paese moderato…ma sulla pratica sei mesi di apprendistato terroristico, vere e proprie cellule dormienti come nei film degli anni sessanta sui presunti infiltrati sovietici all’interno degli states, pronte ad esplodere a comando o quando si saranno autogestite e si sentiranno pronte (insomma non solo la telefonia e la vendita di auto ma anche il terrorismo apre al franchising).

E su queste persone possiamo sbatterci TUTTI noi che su strada operiamo e tutti i civili che su strada transitano.

E’ notizia del dicembre scorso che Edward Luttwak, esperto statunitense di managament e noto accusatore degli sprechi della P.A. italiana e non, ha dichiarato che l’Italia si è salvata da atti terroristici eclatanti come quelli avvenuti in Spagna ed Inghilterra (ricordate le bombe nei metrò?) grazie alla capillare presenza sul territorio delle forze di polizia ed in particolare della Polizia Municipale che per la sua stessa natura è quella che esegue più controlli e spiega più persone per le strade.  Non a caso nei giorni scorsi un pregiudicato con patente fasulla da chi è stato fermato, identificato e rispedito ai domiciliari da cui era appena evaso? Dalla Municipale, a seguito di un controllo di routine, quelli che per chi ci guarda facciamo solo alle auto con a bordo belle ragazze o coppie di anziani!

Il che significa, cari colleghi, che l’eventuale pazzo col coltello che aggredisce la gente PERCHE’ SI…possiamo trovarcelo di fronte noi, ben prima e per primi rispetto le forze dello stato, con cui condividiamo (grazie al cielo dico io sebbene qualcuno preferirebbe di no) gli obblighi di intervento e repressione dei reati, e in virtù di questo,ma anche del minimo senso del dovere e di abnegazione che dovrebbe animare chiunque decida nella vita di indossare una divisa e un distintivo, quando succederà, dovremmo anteporre la salvezza del cittadino minacciato alla nostra.

E allora perchè sento che ci sono città in cui giriamo da soli e disarmati? Perché sento che ci sono città dove demandiamo ogni intervento ad altri, sperando che nell’attesa dell’arrivo dei Salvatori della Patria nessuno si faccia troppo male? Perché qualche idiota ancora ci pensa su prima di fornirci di spray anti aggressione? Perché devo sentire di colleghi che non vogliono saperne di frequentare corsi di aggiornamento relativi l’ingaggio e la gestione di minacce (sapete quei concetti di “isolare il soggetto-allontanarlo dai civili-eccetera” che si possono vedere applicati alla perfezione nel già citato caso Jesi)? Perchè devo vedere posti di controllo con un agente che spaletta e l’altro che se ne sta fermo con le mani ai fianchi (invece che sulla pistola) senza avvicinarsi al veicolo, cui raramente viene ordinato di spegnere il motore aggiungo, invece di mettersi in copertura nel caso venga assalito il collega che effettua il controllo? Perché devo vedere ufficiali che fermano auto su auto mentre sono in corso i controlli e addirittura le verbalizzazioni su altre? Perchè devo avere amici che tentano di convincermi che “non sono” come la polizia?

SIGNORI, SMETTIAMOLA DI VIVERE NEL PAESE DEI SOGNI, siamo a rischio di attacco, i militari di Strade Sicure sono stati tolti (per fortuna aggiungerei vista l’inutilità cronica della stessa operazione) e il pazzo assassino, il nuovo terrorista improvvisato o il disoccupato disperato con la scure lo rischiamo ovunque, città e paese, fuori di un’ambasciata come nel centro commerciale.

In attesa che la politica lo capisca e dia a tutti gli strumenti per operare, auspico che i colleghi affianchino a proteste e pretese anche un po’ di sana voglia e di sano orgoglio di essere qualcosa di più che ormai vetusti, inutili e dannosi VIGILI.

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