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Quei tre nomi da scolpire nella nostra memoria

L’assalto alla capitale francese, ai suoi giornalisti, ai suoi poliziotti, è qualcosa che lascerà in molti di noi un sapore di amaro in bocca, per molto tempo.

Ho pensato a lungo cosa avrei scritto sulla faccenda, e non mi ritengo all’altezza, nè giornalistica nè come persona, di dare notizie od opinioni più valide di quelle che tutto il mondo sta ascoltando in queste ore.

Quello che premetto è che sicuramente non sprecherò questo spazio per “strumentalizzare” la vicenda a favore di certe mie idee, e che tantomeno farò i nomi degli autori delle stragi in questo post.

Perché il succo di questo intervento è proprio: quegli assassini non meritano di avere un nome. Non meritano di venire ricordati. I loro nomi devono essere Infamia, Vigliaccheria e Follia, e quelli di chi li appoggia o tenta di minimizzare quello che è accaduto sono Idiozia, Ignoranza, Presunzione.

I nomi da ricordare, per noi, oggi, sono:

FRANCK BRINSOLARO: 49 anni, poliziotto in servizio a protezione di Stéphane Charbonnier, direttore di Charlie Hebdo, ucciso dagli assalitori all’interno della redazione assieme ad altre 10 persone.

AHMED MERABET: 42 anni, agente di quartiere, primo ad intervenire sulla scena dell’assalto. Una prima raffica lo ha scaraventato a terra dalla bicicletta di servizio, ferendolo gravemente. Il video della sua uccisione a freddo ha fatto il giro del mondo.

CLARISSA JEAN-PHILIPPE:  26 anni, da 15 giorni in forza alla Polizia Municipale di Montrouge, uccisa a tradimento,senza un vero perchè, mentre si apprestava a rilevare un incidente stradale.

Ricordiamoci questi nomi, colleghi, perchè ognuno di loro poteva essere uno di noi ed ognuno di noi poteva essere uno di loro. Di più, oserei dire che OGNUNO DI NOI E’ UNO DI LORO.  Italiani, Francesi, Cristiani, Musulmani, armati, disarmati, in bicicletta, in moto, in auto, noi siamo tutti IN DIVISA. Una divisa che ci ricorda che tutti noi siamo quel che siamo per il cittadino della nazione che abbiamo deciso di servire e che questo ci fa i primi bersagli dell’odio di coloro che vorrebbero distruggere il sistema che noi difendiamo e proteggiamo. Con Frank, Ahmed, e Clarissa siamo morti tutti, ma uccidendo Frank, Ahmed e Clarissa quei fanatici non hanno in realtà ucciso nessuno, perchè noi ci siamo ancora, siamo qui, che li aspettiamo, e sappiamo che li fermeremo, anche a costo della nostra vita.

A chi non la pensa così dico ANDATEVENE, lasciate la pistola, se l’avete, e il distintivo che sicuramente avete, e andate a fare altro, non abbiamo bisogno di voi, ma soprattutto, i cittadini non hanno bisogno di voi. Siete inutili alla gente e dannosi ai colleghi che vi hanno accanto.

Ho deciso di inserire in questo articolo le foto dei colleghi uccisi, non isolate e a piena pagina come nei giornali, ma confuse, in mezzo ad altre foto di agenti di tutto il mondo (fonte google) perchè sono ancora qui, in mezzo a noi, in bicletta, in moto, in auto, in centro città, nella periferia, nella metropoli come nel paese di campagna. 

Non vi dimenticheremo mai, perchè sarebbe dimenticare noi stessi. 

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