Storie di Guardie

Storie di Guardie: il Vigile che non si piegò al nazifascismo

Oggi è il 25 aprile, la festa della nostra Liberazione. Una festa che è qualcosa di più di una ricorrenza, è il Natale della nostra Nazione per come la vediamo oggi. Il Natale della Costituzione, il Natale dell’Italia repubblicana, il Natale della democrazia italiana. Non è solo la sconfitta del nazifascismo, o, per i veneziani, la festa di San marco, è il giorno che incarna tutti i valori su cui si fondano – dovrebbero fondare- le istituzioni del nostro paese.

Un giorno cui si arrivò attraverso 20 anni di dittatura, 5 di guerra, quasi due di guerra civile, attraversato da un passaggio vergognoso tra il regime e lo sbandamento totale nelle mani dei tedeschi, segnato dalle leggi razziali, dalle deportazioni, dalle rappresaglie.

Due anni fa scrissi un lungo articolo sulle Guardie Cittadine ed il 25 aprile: le Guardie Cittadine vittime della prima rappresaglia nazista, a Barletta, il 12 settembre del 1943, le Guardie come combattenti partigiani, il Vigile Ignoto di Milano caduto il 26 aprile tentando di catturare dei tedeschi. 

Oggi, per il 25 aprile, parlerò di una Guardia Cittadina, di un Vigile, che durante il periodo più nero – in tutti i sensi- dal quale si arriverà alla Liberazione, si trovò a vivere, come uomo di legge, antifascista e socialista: oggi parlerò della storia di Luigi Vaccini.

storiediguardie

Luigi Vacchini, lodigiano, nasce nel 1883 da una famiglia socialista, ed a 23 anni, nel 1906, probabilmente in occasione delle assunzioni per l’Esposizione Internazionale, entra nel corpo dei Vigili Urbani di Milano, e, dal 1915 al 1918 prende parte alla Grande Guerra, guadagnandosi una croce di guerra ai meriti militari e tornando alla divisa delle Guardie Cittadine al termine del conflitto. Non sarà mai entusiasta della dittatura fascista, e sicuramente rimane colpito quando, nel 1926, una squadraccia uccide a manganellate un suo – e nostro- collega, il Vigile Aristide Rossi, e probabilmente resta schifato quando gli autori di questo delitto restano impuniti ed addirittura assolti in sede processuale.

2019-04-25 (2)
Luigi Vacchini

Nel 1943 Vacchini ha 60 anni, sa cosa significa la lotta, è stato un uomo di guerra, sa, che prima del fascismo c’era un’altra Italia ed è sempre rimasto fondamentalmente un socialista. Ed un uomo come lui non può non aderire alla Resistenza, non può non fare il passo in avanti contro un governo sbagliato, un’occupazione nazista, non può stare in diparte aspettando “la fine della guerra” per vedere chi sarà vincitore: Luigi Vacchini sa qual’è la parte giusta, e decide di combattere per essa. Il suo compito, quale fiancheggiatore della Resistenza, è trovare fondi ed armi per le prime brigate combattenti. Un lavoro che porterà a termine parallelamente ai quotidiani servizi di soccorso alla popolazione stremata dalla guerra e di mantenimento dell’ordine pubblico in una città attraversata da bande di soldati tedeschi e repubblichini sostanzialmente privi di ogni controllo.

Scriverà di lui, nel giugno 1945, il suo Commissario Capo appena raggiunto dalla notizia della sua morte nel campo di sterminio: “Di idee socialiste, benché non militasse in nessun partito, non sapeva frenare lo sdegno ogni qual volta veniva a conoscenza di atti di ingiustizia”

mivacchini
La pietra d’inciampo dedicata a Vacchini.

.La spiata di un suo vicino di casa, il cui nome non merita spazio, porterà al suo arresto il primo marzo del 1944. Agli interrogatori Vacchini tace: non rivela i nomi dei suoi contatti nella Resistenza, non rivela a chi o dove inviasse denaro, armi e munizioni, non rivela i nomi degli altri Vigili Urbani coinvolti nella lotta partigiana.

Vittorio Fiocchi, nome di battaglia Livio, Vigile Urbano, Comandante della 113 Brigata bis Garibaldi Martiri del Giambellino, ricorderà il suo arresto con queste parole: “… Così, nel marzo del 1944, venne arrestato il Vigile Vacchini al termine di una giornata che lo aveva visto impegnato nella raccolta dei fondi per il sostegno del movimento partigiano. Qualcuno aveva fatto la spia e l’anziano Vigile (ha più di 60 anni) venne torturato e poi deportato…” 

Consegnato ai tedeschi l’8 marzo, dopo una settimana di inutili interrogatori, verrà internato nel campo di concentramento di Mauthausen ed inviato quindi al sottocampo di lavoro di Ebensee, dove morirà il primo aprile.

vigili_urbani-milano-29-30-apr-945-partigiani.jpg
Vigili di Milano della 113th Brigata bis Garibaldi

Il Comune di Milano, per il Giorno della Memoria 2016, poserà una pietra d’inciampo dedicata a Luigi Vacchini all’ingresso del comando di Piazza Beccaria, alla cerimonia sono presenti il Comandante del Corpo Marco Ciacci, la senatrice a vita Liliana Segre, la vicesindaco Anna Scavuzzo e l’autore della pietra, l’artista Gunter Demnig.

Il sacrificio, ma sopratutto la coerenza di ideali, l’integrità morale, il coraggio di fronte la tortura e la certezza della morte, il carisma, evidente nella foto pubblicata in apertura, devono rendere ogni Guardia Cittadina orgogliosa di portare la stessa divisa di un uomo come Luigi Vacchini. Un uomo morto credendo in un’Italia libera e democratica che non ha avuto tempo di vedere, ma che i suoi colleghi hanno contribuito a creare. Un uomo di cui si è perso lo stampo e del quale oggi ci sarebbe sicuramente bisogno tra le nostre fila.

“La posa della Pietra d’inciampo in memoria del nostro caro Ghisa Luigi Vacchini non è solo un tributo all’uomo e alla divisa. Nelle lettere incise su questa piccola lastra d’ottone si ravviva la memoria di un secolo di guerre e sofferenze, s’inciampa, appunto, nel ricordo di campi di battaglia e deportazioni, di resistenza e libertà. Il Vigile Urbano Luigi Vacchini è stato un soldato decorato della Prima guerra mondiale, un resistente e un deportato della Seconda guerra mondiale e, sopra ogni cosa, un uomo che ha ispirato la propria esistenza al valore assoluto della libertà di pensiero e del contrasto all’ingiustizia; un uomo che ha accettato di offrire la propria vita come prezzo della difesa di questi ideali.” (Marco Ciacci, comandante della Polizia Locale di Milano).

posa-pietre-dinciampo-vacchini
La posa della pietra d’inciampo in Piazza Beccaria.

 

.

2 pensieri riguardo “Storie di Guardie: il Vigile che non si piegò al nazifascismo

  1. caro V…. devi scrivre molto di più di queste storie. da qui parte e partirà l’unita di essere locali. onore e gloria per i nostri martiri eroi, scrivi, scrivi che questa goccia di acqua diventi una inondazione della nostra storia colpevolmente nascosta

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...