Storie di Guardie

Storie di Guardie: 1981- La rapina alle Eolie

La “Storia” di oggi ci era sconosciuta. A raccontarcela, un lettore che ha voluto mandarci una testimonianza di quanto successo, ormai quasi 40 anni fa, alle isole Eolie, in una caldo week end di agosto, quando due rapinatori entrarono, armi in pugno, in ben due banche, prima di tentare la fuga dall’isola in motoscafo. Ad impedire che il loro piano andasse a buon fine e che si volatilizzassero con oltre 150 milioni di lire di allora, furono il comandante dei Vigili Urbani – allora – di Lipari ed uno dei suoi uomini, che si lanciarono all’inseguimento dei banditi armati anche quando questi presero il mare, dando il via ad una sequenza che siamo abituati a vedere nei film di Indiana Jones e James Bond, o nel remake degli anni 2000 di The Italian Job: un inseguimento tra motoscafi. 
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Era l’agosto del 1981. Da poco più di tre mesi le Forze di Polizia dello Stato avevano ottenuto una loro legge, la tutt’ora in vigore 121, promulgata il primo aprile di quell’anno.
 
Il 4 di agosto  a Canneto, isole Eolie, alle 12 e 40 di mattina, una moto di grossa cilindrata – rubata – si ferma dinnanzi la Cassa di Risparmio e due rapinatori entrano nella filiale, a volto scoperto, chiudono impiegati e clienti nei bagni e rubano 50 milioni per poi abbassare le serrande dell’istituto. Escono tranquillamente e, rimontati in moto, si dirigono verso una seconda banca, l’Agricola di Lipari, dove, pistole alla mano si fanno consegnare il contante dagli atterriti impiegati, riuscendo in un’impresa che ha il sapore del selvaggio west: rapinare due banche nello stesso giorno.
 
Per gli amanti della storia, nel 1894, a Coffeyville, Kansas, un tentativo simile costò la vita a quasi tutta la banda dei leggendari fratelli Dalton.
 
Roberto Schiavo e Pietro Farmoso, 25 e 32 anni al momento della rapina, sono invece più fortunati e tra un colpo e l’altro riescono ad arraffare oltre 150milioni prima di abbandonare la moto e fuggire a piedi verso il porto, dove rubano un motoscafo puntando alle spiagge bianche nell’intenzione di confondersi tra i bagnanti.
 
Al loro inseguimento si lancia però Stefanino Mazza, comandante dei Vigili Urbani, assieme uno dei suoi uomini e due civili ai quali si rivolge con la classica battuta “seguite quegli uomini!” mentre sale a bordo del loro motoscafo per stare alle calcagna di quello rubato dai due banditi in fuga.
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Le Guardie Cittadine di Lipari oggi.
I fuggitivi minacciano di aprire il fuoco, ma questo non basta a scoraggiare gli inseguitori, mentre l’allarme sta andando diffondendosi nell’isola e diverse lance partono dai moli, cariche di uomini di legge.  Nemmeno quando, in un estremo gesto, i banditi sparano qualche colpo – forse intimidatorio, forse no – il comandante smette di stargli dietro ed essere quindi punto di riferimento per i rinforzi in arrivo. Raggiunti e circondati, sotto il tiro di pistole e mitragliatrici di carabinieri e vigili urbani, i due fuorilegge si arrendono ed il bottino viene recuperato.
I contorni di questa vicenda, soprattutto il finale, sono avvolti nel mistero, e poche sono le notizie su cosa sia effettivamente avvenuto tra i banditi, il comandante, i suoi uomini ed i carabinieri durante la fuga al largo delle Eolie. Quel che è certo è che senza il coraggio di Stefano Mazza sarebbe riuscita una rapina degna dei più famosi fuorilegge della storia della criminologia. 
Stefanino Mazza ci ha lasciati, in pensione, nel maggio del 2009 e sulla vicenda sono calati l’oblio e la leggenda, che A me le Guardie ha voluto riesumare grazie ad un messaggio di un nostro lettore. 
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Le esequie del comandante Stefanino Mazza (fonte Eolienews)

Grazie di cuore a Giuseppe Guarino, un lettore di A me le Guardie, per averci raccontato questa storia ed averci dato modo di diffonderla.

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