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(R)Evolution: Il Nucleo Operativo di Venezia

Lo spettro della droga si stende su quella che fu la capitale della Serenissima Repubblica. La città di Venezia si è recentemente scoperta debole e poco protetta contro la diffusione delle sostanze stupefacenti. Gli spacciatori corrono tra una calle e l’altra del centro storico, facendo la spola tra i luoghi di aggregazione giovanile – campo de l’erbaria e campo S. Margherita – mentre nella terraferma vi sono intere vie e parchi ormai diventati dominio di tossicodipendenti, vedette, fornitori e del microcosmo criminale che li circonda. Ragazzine anche minorenni che si vendono allo spacciatore per una dose, giovani che si iniettano sostanze nelle vene a pochi passi dai giochi per i bambini e campanelli di extracomunitari che si scambiano buste e denaro sotto gli occhi di tutti sono scene che ormai rasentano la quotidianità in determinate zone di Mestre e dell’hinterland veneziano. Criminali senza scrupoli riconducibili alle più violente mafie africane hanno conquistato il mercato e, forti della schiavitù indotta dal bisogno della droga e dall’aumento della diffusione del vizio, hanno invaso le strade di  porcherie di qualità infima a basso prezzo: le conseguenze purtroppo sono state immediate e nel solo 2017 sono una ventina le vittime di overdose registrate a causa della ormai ben nota eroina killer.
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Proprio in questi giorni un’indagine su questa strage – perché va ricordato che i tossicodipendenti sono prima di tutto vittime di assassini consapevoli di spacciare la morte –  ha portato ad un’operazione in vasta scala da parte della Polizia di Stato che, con l’impiego di oltre 500 agenti, ha finalmente decapitato e spaccato l’organizzazione criminale che da troppo tempo credeva di aver in pugno la città. Terminati i complimenti e chiuse le porte delle celle, rimane l’operato quotidiano di chi guarda negli occhi i genitori delle 20 vittime, li incontra per strada, di  quelli che accolgono gli sfoghi di chi quei ragazzi li conosceva, di chi ne vede i fratelli e le sorelle entrare ed uscire da scuola. Al di sotto dei palazzi giudiziari, delle stanze di intercettazione, delle sale agenti delle questure e delle sale da interrogatorio della procura, vi sono le strade dove vittime, parenti, carnefici e cittadini si passano quotidianamente accanto ed è su queste strade che viene combattuta la lotta quotidiana al microspaccio, alla criminalità spicciola ed al degrado urbano. Se è vero, infatti, che le grandi operazioni richiedono grandi sforzi e molto tempo per essere pianificate con la certezza di colpire al cuore le organizzazioni criminali, è altrettanto vero che la cittadinanza ha bisogno di vedere una presenza continua delle istituzioni anche mentre queste agiscono nell’ombra: a Venezia, questa presenza è garantita da un piccolo nucleo di Guardie Cittadine che ogni giorno affronta faccia a faccia il sottobosco criminale della Serenissima. 
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L’unità cinofila Luna, della Polizia Locale di Venezia.
Il Nucleo Operativo della sezione di Polizia Giudiziaria conta 1 ufficiale e 10 agenti, due cani antidroga, tra i loro mezzi, oltre autovetture in borghese ed in livrea, spiccano due motocicli Kawasaky 350 civili, per potersi muovere agevolmente all’interno di parchi ed allo stesso tempo non dare nell’occhio. Il lavoro degli agenti si divide tra servizi programmati e continuativi, effettuati da equipaggi in divisa ed accompagnati dalle unità cinofile Kuma e Luna, con l’obiettivo di trovare la sostanza nascosta nei parchi – nel 2017 in questo modo furono rinvenuti in un solo servizio oltre 9kg di marijuana per un valore di circa 90mila euro–  e pattuglie in borghese che tentano di cogliere sul fatto gli spacciatori mentre recuperano i sacchetti di droga o in flagranza durante la cessione ai clienti. Il lavoro delle Guardie Cittadine si affianca a quello dei Lagunari impegnati nell’operazione Strade Sicure e comandati al piantonamento ed al controllo degli stessi parchi ove viene nascosta e spacciata la sostanza: per meglio coordinarsi è stata creata una vera e propria rete tra le forze in campo che, tramite un contatto continuo tra gli appartenenti, permette di monitorare in tempo reale quanto avviene tra i cespugli e negli anfratti più nascosti, fino al momento in cui militari e poliziotti locali, assieme, riescono a mettere le mani sullo spacciatore piuttosto che a rintracciare un tossicodipendente reso pericoloso da una crisi di astinenza o un minorenne scappato di casa per andare a cercarsi una dose quotidiana non più di sballo, ma di necessità ormai virale. 
“Non più tardi di maggio” raccontano gli agenti ad A me le Guardie “Siamo intervenuti su una rissa tra cittadini italiani ed extracomunitari all’interno del parco albanese: i militari erano già presenti e stavano venendo colpiti con botte, calci e sputi dai coinvolti, tanto che per averne ragione è stato necessario chiedere l’invio di una ulteriore pattuglia. I due fermati erano delle vere e proprie furie, tanto che a calci e pugni hanno danneggiato perfino l’autoradio allestita con la cella, colpendo sia il plexiglass divisori tra fermati ed equipaggi che i finestrini posteriori”. 
“La sinergia tra Polizia Locale e Lagunari ha dato risultati davvero ottimi nella lotta al degrado della zona ed ha creato uno stretto cameratismo tra gli appartenenti ad entrambe le forze” ci dice soddisfatto l’ufficiale del nucleo.
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Kuma al lavoro tra i cespugli.

Quando non si occupa di antidroga il Nucleo Operativo si concentra sul fenomeno dei borseggi nel centro storico, perpetrati in particolar modo da bande di ragazze dell’est specializzate nel furto con destrezza e diffuse in tutto il nord Italia, tanto che si è creata una rete con Milano ed altri grandi centri per scambiarsi le informazioni e le generalità delle arrestate. L’attaccamento al dovere degli agenti va oltre le semplici ore di servizio ed è stato proprio uno degli ultimi entrati a dimostrarlo quando ,ad Aprile, riconosciuto il volto noto di un paio di ladre recidive, pur se fuori servizio è sceso dall’auto privata e

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Il questore riconosce la supremazia della Polizia Locale sulla gestione di scippi ed abusivismo.

salito sullo stesso autobus dove ha visto andare le due donne: pochi minuti dopo le ladre hanno tentato il colpo ai danni di un’anziana passeggera, per essere subito bloccate dall’agente fuori servizio e consegnate ad una pattuglia chiamata subito in supporto per le attività di rito. L’acume investigativo ed il senso del dovere dimostrati sono valsi al collega un encomio pubblico da parte del sindaco. 

Le attività di questo gruppo, capace di creare una rete di collaborazione anche con i Carabinieri e in particolare la Polizia ferrovia, hanno portato finora a 55 arresti nel 2018 per spaccio, scippo e rapina ed al sequestro nello stesso anno di quasi 30 kg di sostanze stupefacenti. 
A me le Guardie ha avuto l’occasione di osservare da vicino il lavoro del Nucleo Operativo: abbiamo potuto ammirarne la sincera professionalità e dedizione al compito, il palpabile orgoglio ad essere le Guardie della loro stessa città, abbiamo conosciuto i lagunari con cui hanno stretto un così bel rapporto di amicizia e collaborazione, assistito al rinvenimento di 8 panetti di hashish per un totale di circa 130 grammi di sostanza, visto da vicino come le unità Kuma e Luna setacciano siepi, tronchi e sentieri stanando i nascondigli usati dagli spacciatori. Non c’è stata purtroppo occasione di assistere in diretta al fermo di un sospettato, ma siamo stati informati che in seguito la persona ricercata è stata trovata ed assicurata alla giustizia.
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Un agente del nucleo viene premiato dal sindaco Luigi Brugnaro.
Sono questi i reparti che creano le Guardie Cittadine di domani, reparti volenterosi e competenti, privi del vittimismo che caratterizza certa categoria ed allo stesso tempo capaci di creare una rete interforze che permette loro di coordinarsi con le Guardie dello Stato in modo tale da non danneggiarsi indagini a vicenda. Le Guardie Cittadine sanno che non avranno mai i numeri ed i mezzi per mettere in campo operazioni in grande stile come quella vista recentemente nella zona della stazione, ma sanno anche che alle lotte contro le grandi reti criminali si deve affiancare quella contro la criminalità di strada ed il degrado urbano, e su questi ambiti hanno dimostrato di non essere  e che quindi tutti noi possiamo non essere secondi a nessuno.
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Una risposta a "(R)Evolution: Il Nucleo Operativo di Venezia"

  1. Ciao sono Gianni, un collega, ed uno dei vostri più attenti lettori. Sono quello che vi ha chiesto una vostra o tua opinione, sulla regionalizzazione della PL. Premetto, non per ingraziami la vostra benevolenza, ma perché credo in quello che dico e scrivo, voi siete una voce libera che meriterebbe più ampia diffusione, non solo tra gli “addetti ai lavori”, ma sicuramente anche tra i profani compresi i detrattori. L’argomento di cui vorrei, se possibile, la vostra opinione e quella riguardante l’estrema divisione della categoria o la sua volatilità. Mi spiego, Sindacati incapaci di fare “cartello”, con risultati spesso dannosi per l’intero comparto. Non riusciamo neppure a contarci vista la frammentarietà (circa 60.000 di cui non abbiamo certezza numerica), Il proliferare di numerosi gruppi professionali sui social dove si afferma e si propaganda di tutto e di più, una categorie che non riesce ad esprimere “univocamente” una idea e peggio un comparto che non riesce a marciare unito e iniziare una battaglia dura, come altri hanno fatto. Ricordo la manifestazione tenutasi a Roma, credo nel 2016, unica volta in cui ho visto la categoria unita, peccato avremmo dovuto continuare. Vi chiedo ed entrambi, se ne avete voglia, una disamina della mancanza di unità e di intenti di questo mestiere composto da derelitti come noi. Grato di una vostra libera e onesta analisi.
    Gianni

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