Codice Penale

L’ombra del Ministero su rievocatori e cosplayer.

il presidente del Consiglio incontra la commissione di studio sul fenomeno della radicalizzazione e dell’estremismo jihadista
Il Ministro dell’Interno Marco Minniti ha redatto una serie di circolari per fronteggiare il particolare periodo storico-sociale che stiamo attraversando. 

Il nostro paese sta, col solito ritardo che lo contraddistingue rispetto il resto del mondo, assistendo ad una vera esplosione di manifestazioni di rievocazione storica e fiere fumettistiche nelle quali gli appassionati riscoprono le epoche passate o si travestono da eroi della fantasia. Non stiamo parlando di bambini poco cresciuti , di nullafacenti della domenica o di improvvisati che mettono un collant ed una tunica dicendosi vestiti da cavaliere, ma bensì di migliaia di appassionati di storia e di cultura contemporanea, e non sarà certo il qualunquismo di qualche burocrate o l’aria di superiorità di qualche amministratore a negare l’impatto che la rievocazione ed il cosplay – dicasi cosplay quando qualcuno si maschera da personaggio dei fumetti, film, cartoni animati – stanno avendo nella cultura giovanile e non.

romani
Una legione di rievocatori storici del periodo romano.

Rievocatori e cosplayer sono spesso studenti e lavoratori, non di rado laureati in materie umanistiche o professionisti di settore, che investono soldi e tempo nella loro passione per la storia e la fantasia e l’esplosione di fiere dedicate e di attività commerciali di settore dovrebbe far capire l’importanza del fenomeno cui ci stiamo approcciando, da molti bollato come infantilismo se non addirittura come malcostume.

guerramondiale
Rievocatori della Seconda Guerra Mondiale.

Al di là dei pensieri di qualche bigotto della società o di qualche malmostoso di catulliana memoria, il più grande pericolo per la rievocazione, oggi, è dato dalle ultime normative derivate dalla psicosi terrorismo: ne avevamo già parlato lievemente in occasione della Monterenzio Celtica di Luglio ed oggi, ad una settimana dalla più grande fiera di settore italiana, il Lucca Comics, il problema si ripropone nelle domande che diversi amici rievocatori e cosplayer mi stanno facendo: ma è legale portare armi e simulacri in metallo come compendio di costumi?

Premessi la cecità del Legislatore ed il qualunquismo con cui diverse Guardie -cittadine e non – trattano la faccenda, da tradizione italiana tendente alla censura ed al divieto indiscriminato nel nome di un non ben chiaro concetto di sicurezza pubblica – come se un terrorista pensasse di andare a fare attacchi con un gladio senza filo e vestito da legionario – al momento, la normativa di riferimento è la legge 110 del 1975 (testo) che all’articolo 5, riguardo le riproduzioni di armi da fuoco – dalla replica perfetta in soft air di un mp40 tedesco fino al pezzo di plastica per bambini da due euro – ordina che queste siano fabbricate con strumenti e tecniche non idonee a trasformarle in armi vere e proprie e, per quanto riguarda le repliche di armi inerti, esse devono avere la canna occlusa dal noto tappo rosso.

denix replicas
La Denix è una ditta spagnola specializzata nella riproduzione in lega di zama di armi da fuoco di tutte le epoche: perfette nella forma e nel peso, esse sono assolutamente inerti. 

E’ davvero difficile trovare limitazioni al porto, in costume, di un fucile in zama replica di un originale storico o moderno, mentre qualche difficoltà si potrebbe avere con le armi da soft air, per quanto scariche, in quanto il porto manifesto è consentito solo durante le partite. L’intelligenza minima richiesta durante un controllo dovrebbe portare l’operatore a non ravvisare alcun pericolo in un fucile da soft air – rispondente le normative di settore – rispetto un simulacro inerte, in particolare se il soft air fosse scarico e con la parte terminale della canna in rosso: esistono in commercio, comunque, dei tappi rossi rimovibili che per l’occasione tappano anche la canna, rendendo il soft air temporaneamente una replica inerte. Le armi a salve, per costruzione, hanno la canna occlusa ed il tappo rosso inamovibile, e sono quindi da parificarsi alle inerti: certo un pirla che si mettesse a sparare a caso con una replica a salve durante una fiera meriterebbe tutti i guai conseguenti all’idiozia di tale gesto.

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Strumenti da rievocazione storica medievale: archi e balestre van portati privi di frecce, le spade e le altre armi bianche devono essere prive di filo e dalla punta arrotondata.

Per quanto riguarda le spade da rievocazione, ovvero i simulacri di armi bianche storiche in metallo ma prive di punta e filo, la legge le cataloga all’art 4 della citata legge 110 del 1975, tra gli oggetti che, pur non destinati all’offesa alla persona,sono per forma o dimensioni idonei ad essere usati a tale scopo: in sostanza sono parificati a martelli, cacciaviti, picconi e tutti quegli oggetti il cui porto è permesso se connesso ad un utilizzo specifico: va da sè che il macellaio potrà portare il coltellaccio dall’arrotino o il muratore potrà girare col martello sul lavoro, ben difficile sarà invece giustificare un cercatore di funghi che se ne andasse col coltello in discoteca! Allo stesso modo una replica di spada medievale sarà totalmente giustificata se portata in un contesto rievocativo o fieristico, magari in abito storico, ma difficilmente potrà passare inosservata in mezzo alla folla di turisti in piazza Duomo a Milano o in una metropolitana.

zombie walk
La zombie walk è uno dei tanti momenti assimilabili alle manifestazioni storiche e fieristiche. 

A “sdoganare” totalmente il porto di tali strumenti alle manifestazioni storiche, fieristiche o carnevalesche è proprio lo stesso articolo 4 della legge 110 che all’ultimo comma, dopo aver espressamente vietato il porto di oggetti atti ad offendere – i già citati martelli, cacciaviti ecc – alle riunioni pubbliche, specifica che “non sono considerate armi ai fini delle disposizioni penali di questo articolo le aste di bandiere, dei cartelli e degli striscioni usate nelle pubbliche manifestazioni e nei cortei, ne’ gli altri oggetti simbolici usati nelle stesse circostanze.”: ora quali possano essere questi oggetti simbolici se non appunto le riproduzioni di armi, non sappiamo proprio dirlo.

Se si utilizza un qualsiasi simulacro per aggredire chicchessia – ma non ad esempio in occasione di un duello scenico – esso sarà considerato agli effetti penali come arma propria.

Le armi in fibra di vetro e simili, ovvero plasticoni a forma di spada più o meno storica utilizzati nei giochi di ruolo dal vivo, al momento non risultano catalogati in alcun modo, ma per analogia preferiamo considerarli oggetti atti ad offendere – anche se non lo sono – piuttosto che meri giocattoli in plastica.

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Un momento di battaglia durante una rievocazione storica.

Alla luce di quanto esposto è davvero difficile giustificare una sorta di divieto assoluto di porto di simulacri o affini alle manifestazioni di settore, e, sebbene le recenti circolari ministeriali sembrino spingere ad un restringimento delle misure di sicurezza, non esiste attualmente alcuna proposta di legge che tenda a parificare gli strumenti da rievocazione ad armi proprie, e quindi a vietarne il porto o l’uso quando previsto.

La Polizia Municipale di Lucca, interpellata da A me le Guardie in proposito, ha confermato che al momento non esistono ordinanze stringenti rispetto il passato e che i compendii di costume – scudi, corazze, spade ecc – sono tutt’ora ammessi e consideranti parti dell’abito. Si consiglia comunque di informarsi nei giorni immediatamente precedenti la manifestazione e di portarsi appresso, chi li avesse, i tesserini delle rispettive associazioni storiche ed eventuali porti d’arma.

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Cosplayer dei personaggi di Pirati dei Caraibi a Lucca Comics 2015 – fonte web.

Se fermati, evitate scenate e scenette contro gli operatori di polizia, limitandovi a chiedere di poter esporre le vostre ragioni ad un graduato con l’autorità di assumersi la responsabilità di permettere l’ingresso o meno alla manifestazione: fare i sapientoni con gli agenti ai varchi, trattarli da ignoranti o peggio iniziare a riprenderli coi cellulari sono i modi migliori di chiudere ogni confronto e finire la giornata con una denuncia sulle spalle.  Vedrete che sarà sufficiente un controllo approfondito dello strumento per stabilire la sua totale regolarità e quindi portabilità per tutta la durata degli eventi. Per ogni evento cui si intende partecipare è sempre bene comunque leggere nel sito degli organizzatori o del comune i regolamenti e le ordinanze emesse per l’occasione, così come non è mai sbagliato telefonare alla Polizia Locale o alla stazione Carabinieri/Questura presente nel territorio per porre agli operatori i propri dubbi.

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Una rastrelliera di “armi” in fibra di vetro, lattice e gommapiuma: del tutto inadatte per aspetto e resa alla rievocazione, si stanno diffondendo nei giochi di ruolo dal vivo.

Si ringraziano il fotografo Tiziano Capelli per le immagini di contorno all’articolo e la compagnia delle 13 porte di Bologna per il materiale didattico.

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