Cronaca · Polizia Locale

Il tempo degli Editoriali del Corriere

Io conoscevo tante ballate, diceva Giorgio Gaber, quella di Tom Dudley, quella di Davy Crokett, e poi quella di uno di Milano, del Giambellino, tal Cerutti, Cerutti Gino. Il Corriere della Sera invece ci ricorda che ci sono stati i tempi di Nembo Kid, di Rambo dell’ispettore Callaghan e degli Editoriali inutili. Quali sono gli editoriali inutili? Sono quelli come l’ultimo pubblicato sul citato quotidiano,che sembra rappresentare l’archetipo di quella categoria di giornalari che si pensano giornalisti, ovvero quella massa sfortunata di soggetti che, non contenti di non sapere nulla di una categoria professionale, comunque si prendono il diritto di insultarla, ironizzarci sopra, offendere con toni così melliflui da far apparire il disprezzo come simpatia e la banalità come analisi. Di peggiori ci sono solo quelli che li pubblicano.
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Pattuglia interforze a Venezia
Si perchè l’editoriale del Corriere del Veneto relativo il concorso per 70 agenti di Polizia Locale per il comune di Venezia entra a pieno titolo nella top 5 degli attacchi tanto gratuiti e violenti da apparire grotteschi, tanto ignoranti e presuntuosi da far risultare più antipatico l’arringatore che i destinatari, tanto inutili da far provare pena per l’inchiostro sprecato nello stampare tali idiozie. 
Nella strisciante ironia che tenta di dimostrare come sia ridicolo pretendere dei requisiti fisici per fare i “Vigili Urbani” – termine usato qui come non mai in senso spregiativo- il futuro premio Pulitzer – è un augurio naturalmente – non lesina velati attacchi ai concorrenti, giudicati Nembo Kid, Superman:  esaltati insomma, “atleti” arriva a dire il redattore, come a sottointendere “ma siete atleti, cosa andate a fare i vigili?” e potevano mancare riferimenti a Totò e Alberto Sordi? Caricature di figure professionali degli anni ’60, oggi inesistenti, oggi soppiantate? ovviamente no.
Ecco l’aberrante messaggio di un altrettanto aberrante articolo che ci auguriamo riceva la giusta risposta in sede giudiziaria da parte del comando di Venezia: i “vigili urbani” figure “a metà tra le guide turistiche ed i poliziotti armati” secondo l’editoriale del Corriere devono essere dei “Pizzardoni” alla romana (citiamo allibiti) o dei “ghisa milanesi”, insomma, gente da poco, mediocre, al più buona per farci delle parodie, e guai se “atleti” o persone preparate si devono abbassare a “inseguire venditori abusivi e sequestrare giocattoli luminosi”.
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Il grande Otello Celletti rappresentato dal’ancor più grande Alberto Sordi.
Non manca la citazione delle nuove squadre antiterrorismo – le UOPI e le SOS- messe in campo dalle Forze di Polizia Statali, alle quali vengono ridicolmente paragonati i futuri colleghi veneziani, come a dire che i supereroi già ci sono e che, se volevate essere tali, dovevate andare dalla Polizia – e basta- quella vera, mica dai “vigili urbani”/”guardie comunali” della “polizia locale”, buona sola appunto a sequestrare giocattoli, e chi se ne frega se proprio ai varchi di sicurezza a San Marco durante il carnevale i “vigili” si alternavano alle forze statali, chi se frega se l’unità di Polizia Giudiziaria della Polizia Locale di Venezia figura tra i reparti più efficaci nella lotta ai furti nei mezzi pubblici, chi se frega dell’unità cinofili che in un anno ha decuplicato il numero di sequestri di sostanze stupefacenti e se ogni settimana si ha un incremento dei servizi di sgombero e di pattugliamento serale e notturno: per il Corriere  quello che conta è scrivere che i “vigili urbani” sono dei personaggetti da commedia in bianco e nero, ammortizzatori sociali, o, al più, assistenti civici, buoni solo a dirigere il traffico, fare 4 multe e osservare ammirati i veri poliziotti- statali- impegnati nel loro quotidiano servizio a difesa della cittadinanza. Per fortuna che il report dell’anno 2016 delle attività poste in essere dalla Polizia Locale veneziana sbugiarda nel modo più assoluto quanto sostenuto nel delirante editoriale. 
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i “ghisa milanesi” come apparivano ad Expo 2015.
L’articolo citato è talmente ignorante, meschino e gretto da non meritare nemmeno la risposta che solitamente A me le Guardie da a simili attacchi mediatici: quando pensiamo che gli errori siano in buona fede siamo i primi a tentare di correggere quanto detto, ma se appare evidente che l’intenzione è unicamente quella di denigrare ed insultare un Corpo o, peggio, dei ragazzi che “osano” concorrere per farne parte, ecco che il “bon ton” (requisito fondamentale dei colleghi fiorentini ci fa credere lo stesso pezzo) lo mettiamo da parte. 
L’editoriale si permette di insultare in una sola volta un Corpo di Polizia, i suoi appartenenti presenti e perfino quelli futuri e lo fa col qualunquismo tipico del cittadino cui brucia qualche verbale di troppo al Codice della Strada: chi glielo spiega al giornalista che, come citava il buon Giorgio Faletti già 20 anni fa, perfino Carabinieri e Polizia ogni tanto si abbassano a “mettere multe a chi sta sopra i 50, fossero anche i 50 di età”? Come potrà sopravvivere dopo la rivelazione di questa debolezza dei suoi eroi? Come potrà accettare che “perfino fare le multe” fa parte dei doveri di qualsiasi forza di Polizia e non solo di quei “pizzardoni” dei Vigili Urbani?
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Sconvolgente rivelazione: anche le Forze dello Stato espletano servizi di monitoraggio velocità.
Cosa possiamo dire per chiudere questa risposta? Nulla, perché di parole ne abbiamo sprecate pure troppe: preferiamo chiudere con un augurio ai futuri colleghi veneziani che si, passeranno un concorso con prove come mai se ne sono viste per la nostra figura professionale – anche se corsa e flessioni figurano spesso nei bandi del veneto orientale – alle quali si aggiungono le altre TRE consuete prove dei concorsi nella Polizia Locale: lo scritto, l’orale (vertenti su qualcosa come 12 materie tra cui inezie quali codice della strada, procedura penale, diritto amministrativo, diritto degli enti locali ecc) e la pratica di guida in moto o natante (per chi ha la patente nautica) dopo le quali entreranno in un percorso formativo della durata di un anno prima di diventare a tutti gli effetti Agenti di Polizia Locale (e lo scriviamo con orgoglio).
Per dovere di cronaca dobbiamo sottolineare come nel concorso per agenti di Polizia di Stato, pubblicato in gazzetta ufficiale nei giorni scorsi, le prove siano costituite da un test a riposta multipla su argomenti riferibili agli esami di terza media, dalle medesime prove fisiche messe in atto a Venezia ed infine dagli accertamenti medici, senza quindi alcun compito scritto od orale vertente su materie giuridiche e tantomeno una prova di capacità di guida di qualsivoglia veicolo: che dire, siamo sicuri che i colleghi di Venezia non potranno mai guardare alla pari gli appartenenti alle Uopi, alle SoS o a qualsiasi altro reparto delle forze statali, ma siamo fiduciosi che, nel momento in cui al loro passaggio abbasseranno il capo con fare ossequioso, un sorrisetto coperto dalle falde del cappello se lo potranno permettere.
Teniamo a sottolineare che con questo articolo non si intende mettere alla pari la Polizia Locale di Venezia – o di qualsiasi altro comune – ai reparti speciali ed alle competenze delle Forze di Polizia Statali, ma si pretende che si abbia  per le “Guardie Cittadine” lo stesso rispetto che si ha per gli agenti dello Stato, vista la parità di qualifiche, di ambiti di attività e la comune tutela della Sicurezza Pubblica (lo ha detto il Ministro Minniti non noi) e che non accetteremo MAI che qualche “mestierante della comunicazione” si permetta di insultare la nostra professionalità e le nostre capacità come se fosse la cosa più naturale del mondo.
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Il sempre attuale manifesto pubblicato da UIL-Fpl MIlano, anche se si sottolinea come l’Equo Indennizzo sia stato recentemente reintrodotto (si vede che anche al Governo sanno che la Polizia Locale non ha come compito prioritario fare la Guida Turistica)
Non siamo Nembo Kid, non siamo Guide Turistiche e nemmeno “superpoliziotti”: siamo poliziotti – e basta – con le qualifiche, i doveri e la preparazione di poliziotti: iniziate a farvene tutti una ragione.  
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One thought on “Il tempo degli Editoriali del Corriere

  1. Buongiorno, mi presento partendo dall’inizio della mia lunga carriera che iniziò nel 1981 nell’Arma dei Carabinieri, che poi dovetti lasciare per gravi motivi famigliari, nel contesto negli anni 80 eravamo molto gettonati, tantè che nel Comune dove risiedevo venni invitato a partecipare al concorso per VV.UU. nonostante avessi già fatto servizio nell’Arma fianco a fianco con gli allora vigili urbani, non avrei mai pensato di dover studiare così tanto, purtroppo in quei tempi i pubblici concorsi esaminati da una Commissione mista, venivano spesso rimandati per cause varie, e il fato volle che nel frattempo mi presero a lavorare sempre in ambienti di Security e quindi vista la solidità e lo stipendio, al concorso che si svolse 2 anni dopo non mi presentai, anche se ho sempre avuto il pensiero fisso che avrei potuto essere molto utile alla comunità dove vivevo.
    Purtroppo nel corso degli anni ho notato questa escalation denigratoria fatta da giornalisti spesso non informati e totalmente ignoranti in materia, che magari malgrado loro, per mangiare devono fare lo scoop e quindi sparano notazione distorte e gonfiate, che vanno a danneggiare sia il cittadino onesto che paga le tasse e mantiene tutto questo Stato, ma anche chi lo difende e cerca di far rispettare le Leggi, perché la cosa che più dà fastidio al cittadino è proprio quella che nell’Onestà alla fine è sempre lui che paga, io stesso che sono stato in parecchie Uniformi, mettendomi nei panni del cittadino mi imbufalisco al solo pensiero che io pago!! tutto!! mi trovo incaprettato a non poter reagire, ed anche le FF.OO. poco possono per difenderci. quindi i derisi siamo tutti.
    Tutto questo alla faccia del Popolo Sovrano!!

    Comunque non possiamo mollare!! saluti.

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