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Erano al velox: meritavano di morire

Oggi, a Roma, due colleghi sono stati investiti mentre lavoravano presso un autovelox. La vettura di servizio è stata colpita in pieno al termine di una carambola di veicoli e così i due agenti, un uomo e una donna di 35 e 37 anni, sono stati presi in pieno. Per lei il codice giallo, a lui è andata peggio, codice rosso, pericolo di perdere una gamba, attualmente sotto i ferri nel tentativo di salvarla.

E qualcuno ride.

Questo non è un “semplice” articolo di solidarietà ai colleghi, per i quali non ci sono parole per descrivere la vergogna di ciò che è loro successo e quanti auguri gli facciamo di guarire e dimenticarsi di aver in un giorno di primavera rischiato di morire per uno stato ed un comune che li considera poco più che pizzardoni, vigili, multaroli e come tali per primo li disprezza, sapendo però benissimo di non potere fare a meno di loro. No, questo articolo è per la feccia, per quell’umanità vergognosa e priva di vergogna, quella massa di animali urlanti simili a coloro che ruggivano vedendo un essere umano sbranato dai leoni al colosseo, quella porzione di mentecatti ignoranti e beceri cui la sorte ha permesso di nascere in un paese civile e in un’epoca che gli consente di dire certe cose senza subire conseguenze e perfino di scriverle in una piattaforma che fa arrivare i loro squittii di topi di fogna a raggiungere chiunque, che hanno diritto di parola loro che di legittimo non hanno manco il diritto di esistere e che se stanno tranquilli a casa loro con l’alta probabilità statistica di non schiantarsi da qualche parte o venire aggrediti da qualche pazzo delinquente lo devono anche alle due persone sulla cui sorte hanno riso e festeggiato.

“Finalmente”-“HAHAHAH”-“Due di meno”-“Giustizia divina”: questo è il tenore dei commenti su alcuni social, sotto alcuni articoli di testate giornalistiche che ora vorrei vedere accusate di diffamazione mezzo stampa ed istigazione all’odio, vomitate dalle tastiere livorose di ribelli falliti i quali meriterebbero di venire rastrellati casa per casa e ridotti in maniera da rendere l’inquisizione spagnola e gli indiani Apache dei teneri buonisti al confronto, ed invece questi imbarazzanti soggetti, rifiuti di una società consumata dall’odio verso chi la tutela, saranno semplicemente denunciati dal comando capitolino e con due meste parole di scuse e la testa china come solo le pecore sanno chinarla per non vedersi arraffare l’erba sotto le mandibole se la caveranno, forse, con una sanzione se non direttamente con una pena sospesa e la non menzione.

Sarà sufficiente? Non lo crediamo, non lo vogliamo credere, perchè i facinorosi da tastiera che sputano su due agenti che rischiano lesioni permanenti sono gli stessi che berciano parole di gioia alla morte di un ambulante in fuga, che proferiscono gutturali versi di approvazione  quando vengono a sapere che qualche vigliacco loro pari ha aggredito degli stranieri in un raid punitivo, che ululano alla luna slogan fascisti quando sarebbero stati i primi che il loro tanto rimpianto Duce avrebbe riempito di mazzate nel cranio, facendone peraltro una di giusta una volta tanto. Non esiste parola, invettiva od insulto che sia in grado di far soffrire queste immondizie travestite da esseri umani  lo stesso dolore dei familiari in attesa di notizia in una corsia di ospedale che potrebbero avere la sfortuna di incappare sotto uno di questi articoli e vedere una massa di animali gioire del loro dolore: non esiste condanna che punisca sufficientemente degli esseri tanto meschini e gretti, sempre che vivere una vita nella consapevolezza di essere tanto miserabili non sia già una condanna di per sé.

E non girate la testa voi, che state comodamente alle vostre scrivanie sindacali, di altre Forze di Polizia magari, e voialtri non guardate dall’altra parte, giornalisti indegni di questa definizione che sulla Polizia Locale cercate facili click e condivisioni creando finti scoop intrisi di maldicenza, non fate finta di nulla neanche voi, politici non eletti costruiti su una base di clientelismo ed incompetenza elevati a sistema. Proprio voi tutti che per la Polizia Locale non dimostrate alcuna empatia e rispetto, che fate finta di non conoscerla e di non vederla, che magari sulla stessa strada condividete i rischi, ma vi fa comodo esista una “polizia quasi polizia” che si occupi di tutto ciò che attira l’odio della gente mediocre, e voi, che dall’alto delle vostre redazioni sputate sentenze senza nemmeno sapere cosa voglia dire affrontare questa società di ignoranza e banalità che avete creato per poter emergere dal qualunquismo da voi fatto ad arte. Che dire di chi governa, chi guarda, chi amministra, che permette che esista una categoria di lavoratori fatta a pezzi dalle volontà politiche di omenicchi eletti sindaci da altrettanti omuncoli?

VOI, CHE VI PENSATE ASSOLTI MA CHE SIETE COINVOLTI  in qualsiasi insulto, aggressione o malessere cui è coinvolta quella sciagurata categoria di ammortizzatori sociali con la pistola che preferite mantenere nel loro limbo professionale per non inimicarvi le lobby di quegli eroi, poco super, che temono di vedere le loro imprese messe in ombra da questa massa di dilettanti allo sbaraglio assunti dai comuni.

Tornate a casa nani, levatevi da avanti, per la mia rabbia enorme servono giganti.

E tutti, agli occhi di chi anche oggi ha ceduto il suo tempo per soccorrere persone, pattugliare le strade, garantire il rispetto della legalità, tutelato consumatori, salvato vite, ascoltato le vostre lamentele, sopportato le vostre paranoie, protetto la vostra misera tranquillità sociale in cambio di uno stipendio mediocre dei vostri pregiudizi basati sul nulla, tutti voi, siete solo ombre di passaggio, bruscolini nell’occhio che passano senza riuscire a toccare la nostra professionalità e disponibilità.

Per sempre vostre, Guardie Cittadine.

So che queste parole non avranno alcun effetto, perchè è difficile raggiungere la coscienza di chi coscienza non ha ed è impossibile colpire la dignità di gente che la dignità non sa nemmeno cosa sia.

Auguri ai colleghi, guarite nel nome di tutti coloro che stanno soffrendo coi vostri cari l’enorme ingiustizia e la vergognosa offesa cui siete stati vittime.

Articolo senza immagini, perchè ci sono momenti in cui non esistono immagini per descrivere stati d’animo, e senza punti in evidenza, perchè ci sono persone che meritano ogni singola parola di quanto è stato scritto e sarebbe troppo comodo metterne alcune in risalto su altre.

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