Polizia Locale

La Sicurezza Urbana ed il pugno dello Stato

Questa volta avevo visto cose che non avrei mai potuto immaginare: i sindacati, per quanto in giorni diversi, avevano portato bene o male le medesime richieste in sede del tavolo di conversione in legge del Decreto Sicurezza Urbana, dando prova se non di una strategia condivisa quantomeno di una parità di intenti a tutela della categoria, i comandanti delle Città Metropolitane hanno scritto direttamente al Governo con speranze simili a quelle sindacali, perfino alcuni deputati si sono interessati alla nostra causa. Tutto finito in una lotta impari, in una sconfitta senza appello, come Francesco I a Pavia, come Custer al Little Big Horn, schiacciati sotto un nemico più potente di noi, il Ministero, che attraverso i suoi generali – prefetti, questori, dirigenti interni – ed i rappresentanti dei suoi soldati – i sindacati di Polizia di Stato – ha fatto cancellare uno ad uno gli emendamenti che avrebbero dovuto portare la Polizia Locale ad nuova vita. Una prova di forza di un Leviatano che ultimamente si è sentito mettere forse da parte ed ha voluto ribadire che comanda lui, che il Potere è il suo, che chi non è lui è qualcosa di secondario di cui lui deve avere il controllo.

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Immagine allegorica degli interventi in Commissione riguardo gli emendamenti a favore della Polizia Locale

Questo il succo degli incontri parlamentari, questo il succo dell’intervento del segretario del SIULP – sindacato della Polizia di Stato – che, partito con un mellifluo “io non voglio offendere gli amici degli enti locali e delle polizie urbane” non ha risparmiato un solo luogo comune, un solo insulto, un solo gioco al ribasso nel descrivere la Polizia Locale, da lui ripetutamente definita i Vigili Urbani, come qualcosa che mai dovrà essere anche solo paragonabile alle “Polizie Statuali” (parole sue) e che sono meramente “polizia amministrativa” e che “l’Ordine e la Sicurezza Pubblica spettano solo e soltanto allo Stato”. Questo è stato detto su di noi in Commissione. Questo ha detto un appartenente ad altra forza, che non si capisce bene che interesse abbia – lui, un delegato sindacale – a coprire di infamia, disprezzo, qualunquismo ed ipocrisia (i colleghi vigili urbani ha detto ad un certo punto) una categoria che gli piaccia o meno è estremamente simile a quella da lui rappresentata e per la quale potrebbe effettivamente spendere qualche parola invece di cogliere facili consensi attaccando altri.

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Un bel manifesto della CGIL

Resta che la sua voce – che ricordiamo però essere una tra le tante alzatesi a difesa di uno “status quo” che vuole l’esistenza di un concetto di “Polizia” (rappresentato da Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Penitenziaria) e di uno di “polizia, ma…” fatto da noi e probabilmente da chiunque altro, pur non appartenendo all’Elite della Justice League statale, esercita poteri di Polizia Giudiziaria e di Sicurezza (dai Vigili del Fuoco, ai Forestali Regionali, all’Agenzia delle Entrate ed a tutti i medici, ispettori e controllori di svariati enti che hanno qualifica di PG).

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La lettera dei Comandanti delle Città Metropolitane

Siamo, si diceva, polizia “meramente” amministrativa, e qui mi chiedo cosa ci sia di “amministrativo” nell’arresto di due persone in flagranza di furto e nella denuncia (DENUNCIA ripeto) di un conducente per guida in stato di ebrezza e relativo sequestro di veicolo e ritiro documenti di guida a seguito di un incidente con feriti (anche li, l’omicidio e le lesioni stradali sono forse amministrative?), nell’ispezione di un campo nomadi, nella  pattuglia in aree a rischio attacco terroristico, nella ricerca di veicoli rubati tramite sistemi di scannerizzazione remota dei mezzi in transito (giusto parte  delle attività di questo week end del comando cui dipende chi scrive).

La Polizia Locale non ha avuto nulla dal Decreto Sicurezza Urbana. Nemmeno l’onore. Nemmeno gli oneri, a dirla tutta, visto che nel testo il principale attore rimane comunque il Questore. Niente causa di servizio, niente equo indennizzo, niente equipaggiamenti, niente estensione delle qualifiche, niente accesso alle banche dati delle Forze dell’Ordine “statuali”, niente possibilità di accedere ad altre in modo gratuito (perchè si, la Polizia Locale paga quando chiede se un veicolo è revisionato o meno)  ed in tutto questo c’è chi ai corsi di formazione professionale ci spinge ad utilizzare i siti stranieri per controllare i veicoli di nazionalità estera, a chiedere ferie per partecipare ai convegni, a capire che “non è possibile darvi indennità ulteriori” e “a continuare comunque a fare il proprio dovere con dedizione e professionalità”.

Ma qual’è il nostro dovere? Questo non lo sa nessuno, perchè si, dobbiamo essere “polizia amministrativa” senza strappare medaglie ai poliziotti dello stato beccando noi dei corrieri della droga, senza far vedere che siamo capaci di gestire indagini complesse, senza mostrarci quando andiamo a portare soccorso ai terremotati, ma quando comoda dobbiamo partecipare ai servizi interforze, dobbiamo intervenire su schiamazzi e molestie, dobbiamo correre in supporto di chi ci disprezza ed ostracizza a livello istituzionale, ma ci chiama collega quando trovato a bordo di un veicolo privo di revisione o colto a correre qualche decina di chilometri sopra il limite di velocità.

A me le Guardie non è mai stato così lontano dal sentire una unità con le altre forze, e, stranamente, allo stesso tempo così orgoglioso della propria appartenenza.

Rinnovando i complimenti ad i nostri sindacati per il tentativo, che ha salvato almeno l’onore di una categoria che ripeto essere oggetto di un mobbing di stato di cui non riesco a trovare altri precedenti o paragoni – il prossimo livello cosa sarà, venire a sgozzarci nel sonno stile le SS contro gli ex alleati delle SA nella notte dei lunghi coltelli del 1934? – si resta in attesa di continuare l’impari lotta, o, forse, di rassegnarci e tornare davvero ad essere Vigili Urbani, perchè, a quanto pare, della parola Polizia, collegata a noi, non sente davvero il bisogno nessuno, se non ad intermittenza, gratuitamente, ed a proprio comando e piacere. 

In ogni caso  A me le Guardie aderirà a qualsiasi iniziativa – e sotto qualsiasi bandiera – riterrà idonea a portare a qualche piccolo passo in avanti o, quantomeno, a dare un minimo di rappresentazione alla frustrazione della Polizia Locale, che ormai non può più essere additata ad unica colpevole del suo status ibrido e schizofrenico.

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