Cronaca · Polizia Locale

Salvatore Daidone e l’urlo dei precari della Polizia Locale

Il giorno 17 ottobre un arresto cardiaco si è portato via un collega della Polizia Municipale di Marsala, Salvatore Daidone. Il suo nome non dirà nulla a molti di noi, ma è giusto sapere che Salvatore non era solo un agente, molto noto e stimato nella sua realtà professionale,ma era anche un agente precario, impegnato nella lotta per la crescita professionale della categoria e per la stabilizzazione, anzi, la cancellazione, di quella mostruosità che è il precariato di polizia, che in alcune regioni rimane uno strumento nelle mani di amministratori vergognosi, tramite il quale delle persone vengono assunte per pochi mesi, se non per poche settimane, sbattute in strada senza alcuna formazione e messe a redigere verbali con la stessa tranquillità e selettività di una agenzia interinale: ennesima prova della imbarazzante opinione che hanno coloro che dovrebbero comandarci sul reale utilizzo della polizia locale.

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Salvatore Daidone

E’ vero, sono esistiti ed esisteranno precari equipaggiati e preparati al pari dei colleghi di ruolo, ma spesse volte questa preparazione e questa volontà è frutto di investimenti e spese personali, aspetti su cui Salvatore Daidone era un esempio per tutti gli agenti temporanei ed aspiranti, fermamente convinto che la Polizia Locale potesse fare un salto professionale che si deve capire passa ANCHE e SOPRATTUTTO per l’eliminazione di questa figura secondaria all’interno di una struttura che già di suo è in seconda fila rispetto le forze statali. Il PRECARIO di Polizia, il PRECARIO che è agente per pochi mesi, tanto di polizia giudiziaria quanto a volte di pubblica sicurezza, è una realtà contorta e vergognosa. Ragazzi che spesse volte non vengono limitati alle soste- compito per cui basterebbe assumere altri precari, altrettanto vergognosi, ausiliari del traffico – ma in operazioni antiabusivismo e di polizia, e che frequentemente si trovano in tribunale, da civili, a discutere con un giudice di situazioni ed arresti effettuati quando prestavano un servizio temporaneo. La faccia tosta di taluni ha permesso che si arrivasse addirittura a precari encomiati, ma mai stabilizzati, perchè le ultime normative arrivano addirittura a vietare l’assunzione di chi magari per anni ha sputato sangue per il comune di servizio, e non di rado vengono banditi concorsi che scatenano una vera e propria guerra tra poveri, tra temporanei, che amici ed allo stesso tempo avversari si trovano a fronteggiarsi tra i banchi di un’aula e una commissione d’esame, costretti a gareggiare per la sopravvivenza uno contro l’altro dopo magari tanti ed importanti servizi assieme , mentre il precariato, ben lungi dallo sparire, è arrivato a raggiungere importanti metropoli come Milano, addirittura incoraggiato dal partito che attestano una evidente falsa paternità di sinistra si è invece rivelato una delle più sporche sorprese degli ultimi anni, senza mai dimenticare lo sconcio del decreto 78(2015 che, nel bloccare le assunzioni della Polizia Locale, incoraggiava invece l’utilizzo dei precari per un massimo di 5 mesi annuali, condannando gli operatori al licenziamento indipendentemente dalla loro rendita  professionale: un mostro giuridico si cui si parlò già in passato. .

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Una manifestazione di agenti precari

E’ bene ricordare a tutti i lettori che il precariato di polizia è capace di raggiungere livelli allucinanti, con intere amministrazioni che su di esso basano la sopravvivenza estiva od invernale, nell’assurda pretesa che possano esistere agenti a mezzo servizio, buoni per trem quattro, sei mesi e poi da mettere “a riposo” per il resto dell’anno, costringendoli spesso a ridicole gimcane tra un comune e l’altro per lavorare i giorni appena sufficienti da vivere nei periodi intermedi o per poter accedere alla disoccupazione. Il tutto a volte vestiti con sgarcianti pettorine e buffi cappellini, dotati di patetici borsoni, tragicomiche palette, e, citando un mio vecchio articolo “Passi che siamo la polizia di serie B; passi che la sola idea di un tempo determinato in polizia è qualcosa di vergognoso, illogico, incoerente ed umiliante (anche se per alcuni pare un passaggio basilare nel diventare maledetti vigili urbani) ma non è concepibile che si debba passare anche la maledetta umiliazione di una ridicola pettorina che ti trasforma in un pagliaccio goffo, che ti spoglia della dignità per trasformarti agli occhi del cittadino in un orrido burattino compilatore di bollette alle sempreverdi soste”. Perché questa è la base, la dignità che ti viene strappata nel venire continuamente sbeffeggiato dal cittadino che ti riconosce come un “vigile a metà”, che col sorriso ti chiede perchè sei disarmato o non vestito, la dignità, ripeto, che si perde nei contratti bimestrali, nei bandi di concorso ridicoli (in determinati luoghi viene richiesta la residenza , addirittura il test di gravidanza alle candidate in altri) nella continua consapevolezza di  instabilità che oggi ha creato la sua prima vittima: Salvatore Daidone, appunto, giustamente ricordato per le sue doti, ma non è con le belle parole e le condoglianze che ci faranno dimenticare che Salvatore era precario e che contro questo precariato si era in prima persona esposto.

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Sono le località di mare le più avvezze allo sfruttamento del precariato.

Che sia nel suo nome, allora, che la lotta per la giusta riforma della Polizia Locale, o quella per la sua abolizione, si ricordi ed inserisca il concetto che NON POSSONO ESISTERE POLIZIOTTI AD INTERMITTENZA e si tenga quindi presente l’esistenza di persone, in servizio e non, con anni di esperienza alle spalle ed ancora più bistrattati della già massacrata categoria cui appartengono. Si ricordino, i sindacati e le associazioni, dell’esistenza dei precari, quando chiedono la Riforma della Polizia Locale. Se la ricordino. E’ un loro dovere morale e civile, prima ancora che una competenza sindacale. Dimenticare i precari è dimenticare l’origine di moltissimi di noi. E non mi si venga a dire che “esistono le esigenze temporanee”: sono sempre esistite anche nei corpi di Polizia dello Stato e la soluzione è da decenni lo spostamento temporaneo di unità di vari comandi a quelli impegnati in esigenze temporanee (vi sono interi commissariati di polizia chiusi in inverno ed aperti solo nei mesi estivi lungo tutta la costa italiana) e prima di blaterare che questo la Polizia Locale non può farlo, si veda come lo scavalco ed il distacco temporaneo sono posti in essere in tutta la Lombardia -e non solo- da anni.

Riposa in pace Salvatore, vittima di uno stato cieco, sperando che il tuo urlo imbavagliato non rimanga inascoltato. 

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One thought on “Salvatore Daidone e l’urlo dei precari della Polizia Locale

  1. La cosa piu grave è che salvatore non era un precario stagionale. Ma un precario a interim da piu di 15 anni senza mai un interruzione., come la magior parte dei vigili siciliani. Da piu di 15 anni in servizio ma sempre precari . E che aa 31 dicembre saranno licenziati
    .

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