Cronaca · Polizia di Stato · Polizia Locale

Supereroi contro la Municipale

“Who you gonna call?”- “GHOSTBUSTERS” diceva il jingle del capolavoro di Ivan Reitman, elencando  meticolosamente nel testo tutti i casi in cui chiamare, appunto, gli Acchiappafantasmi. Tra un uomo invisibile che ti dorme sul letto e un “qualcosa di strano” nel tuo isolato, se al posto di ectoplasmi a fare casino sono dei vivissimi studenti, alle 4 del mattino …”e chi chiamerai”?

Un bel problema per i cittadini, specie in quelle grandi città dove, in virtù ci faldoni di accordi interforze sulla divisione di competenze…c’è più casino di prima. Se in un piccolo paese in caso di problemi corrono per forza di cose tutti gli agenti di pubblica sicurezza (statali, locali o quel che sia) per fare fronte comune, nelle aree metropolitane si assiste spesso ad un rimbalzarsi casi e competenze tra le almeno quattro forze presenti su strada – carabinieri, guardia di finanza, polizia di stato, polizia locale – finendo non poche volte per generare una confusione non solo nei cittadini, ma anche e soprattutto negli operatori.

Tralasciando il consiglio sull’opportunità o meno di istituire centrali uniche interforze per avere una visione di insieme sugli interventi e le pattuglie necessarie ad espletarli, fa specie ed imbarazzo vedere intervenire su una chiamata la Polizia di Stato, discutere con i cittadini sull’opportunità o meno dell’intervento, ed, infine, risolvere il problema nel modo più semplice possibile: scaricando la colpa e la competenza del caso sulla Polizia Municipale, ormai specializzata nell’essere la forza  che può effettuare interventi a 360 gradi, purché sia, a quanto pare, su ciò che alle altre forze non piace, non interessa, non è ritenuto “importante” o “delicato” – per usare il termine dell’articolo che troverete in calce- da giustificare l’intervento dei Tutori dell’Ordine costituito di cui alla legge 121 del 1981.

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Una inedita divisione di competenze

Tso? La Municipale. Viabilità? La Municipale. Infortunistica? La Municipale. Degrado urbano? La Municipale. Abusivismo Edilizio? La Municipale. Spaccio? La Municipale. Schiamazzi? La Municipale. Venditori abusivi? La Municipale. Microcriminalità? La Municipale (invito i lettori ad aprire i link). Purché, tuttavia, non si tratti di qualcosa di abbastanza grosso, stimolante o social da portare notizia, perchè in quel caso viene ricordato che la Municipale NON fa ordine pubblico, deve fare le multe, e dei grandi sequestri penali, dei casi importanti, dei grandi abusi se ne occupano, in base la competenza principale, la polizia, i carabinieri, la finanza. Insomma, la Municipale deve fare tutto, purché sia un poco non bastante a levarle di dosso la nomea di essere “quella che fa le multe…dai” seguendo la consolidata aberrazione per cui un poliziotto che fa rispettare una normativa prettamente amministrativa – che poi, visti i link di cui sopra, parliamone – sia un poliziotto di seconda scelta cui tutti possono lanciare insulti e sentenze di continuo, salvo poi, magari, dire che l’intervento comunque non possono farlo perchè è pericoloso: ma se appunto pare che ogni volta che una cosa sia “pericolosa” la palla debba passare alle bat-volanti di altri, si capisce che la situazione rischia di sfuggire di mano anche al più paziente degli agenti (indipendentemente dalla forza di appartenenza). Sopratutto a quelli che, da questo caos giuridico finiscono sempre col prendersi gli schizzi di fango: di nuovo, la municipale.

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Quella Municipale, cui, ricordiamo, è negato l’accesso alle banche dati ministeriali sui precedenti di polizia delle persone che vengono controllate, è negata la causa di servizio, è negato l’equo indennizzo, è negata la pensione privilegiata, è negato il contratto di diritto pubblico, è negato il riconoscimento di categoria usurante, è negato il bonus di 80 euro in busta paga riservato alle forze di polizia e cui tutt’ora in alcuni corsi viene insegnato che l’arma va portata a casa per la via più breve (discutibile) e viene giuridicamente negato il porto del manganello.

Quella Municipale contro cui viene socialmente accettato ed anzi incentivato un sentire comune che ne vede gli appartenenti come poliziotti di seconda serie rispetto le forze dello Stato, anzi, spesso, viene ribadito che, no, il Municipale non è poliziotto, pur se della Polizia ha le stesse qualifiche senza alcuna limitazione di ambito od intervento, escluso l’Ordine Pubblico che tuttavia, diamo a Cesare quel che è suo, è difficile vedere rappresentato da dei ragazzi fuori da un bar piuttosto che da tifosi esaltati o manifestanti incappucciati, problematiche cui sono preposti i reparti di Ordine Pubblico statali. Inoltre, come detto altrove, è socialmente scontato che un poliziotto municipale possa essere insultato, denigrato, disonorato da chiunque, sia in tribunale, che nei giornali,  che nelle piazze, che dai politici, dai cittadini, perfino dai musicisti (vedasi titolo dell’articolo), alla faccia di recenti ricerche che dimostrano come l’aspettativa di vita degli agenti sia inferiore alla media e soprattutto alla faccia dei nostri caduti, i cui famigliari ricevono oltre al danno della perdita di un caro anche la beffa di vederlo considerare una perdita di minor importanza rispetto quelle patite dalle altre forze, senza contare gli inevitabili problemi di autostima e depressione che può causare su una persona mediamente sensibile vedersi ogni giorno ridurre alla valvola di sfogo delle nevrosi altrui in un continuo di demotivazionale professionale e personale.

Quando vedremo finalmente morire le sterili diatribe tra corpi con l’inizio di una vera collaborazione, tramite centrale unica, che dia a tutti la possibilità di espletare gli interventi in pari condizioni di sicurezza? Quando la Polizia Locale si vedrà riconosciuti i diritti spettanti le Forze dello Stato? Quando, e qui la bordata arriva a casa, si darà modo a tutti gli pseudo colleghi del “non ci compete”-“è ordine pubblico”-“se volevo fare il poliziotto concorrevo in polizia” di passare felicemente ad un tranquillo servizio di ufficio smettendo di rovinare con la loro ignavia e la loro distorta visione del nostro lavoro la faccia anche di quelli che invece ci mettono l’anima, l’entusiasmo, la passione, spesso con una preparazione inferiore a nessuno?

Verrà forse il giorno in cui ci avrete così tanto massacrato, denigrato, umiliato e spogliato della nostra dignità di poliziotti oltre che di lavoratori da portarci tutti a fuggire, a chiedere mobilità, addirittura a dare le dimissioni, pur di fuggire alla morsa mediatica, sociale e deprofessionalizzante cui sembrate averci condannato:

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Per la riforma o l’ abolizione, per una Municipale che sia prima POLIZIA e soltanto dopo locale.

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