Polizia Locale

L’associazionismo ed il “cold case” Oreste Dozza.

I lettori più attenti sanno bene che A me le Guardie ha sempre avuto un atteggiamento di forte ostilità nei confronti dei sindacati, dimostrando come a più riprese – fatte le dovute eccezioni riconducibili più alle singole persone che alle sigle – essi rappresentino probabilmente uno dei principali motivi per cui la Polizia Locale è tutt’ora ancorata alla pessima immagine di impiegati comunali travestiti da poliziotti carnevaleschi.  Tanto premesso è invece noto come l’associazionismo viene invece ritenuto una delle componenti fondamentali di quella colleganza che, a dispetto dei molti dinosauri urbani che infestano i comando e dei loro orticelli di idiozie, si sta diffondendo sempre di più longo lo stivale tra le ultime generazioni di agenti.

A me le Guardie è affiliato nonché sostenitore di alcune di queste associazioni, tra cui spiccano la famosa ANVU e il meno noto ma altrettanto potente Fuori Coro, gruppo facebook formato da ufficiali ed agenti di Polizia Locale  impegnato a portare avanti una sacrosanta battaglia per il riconoscimento dei nostri diritti professionali attraverso una serie di iniziative e lettere (ad una delle quali ho partecipato in modo più che attivo ) indirizzate a giornali, istituzioni ed enti.

Una delle più importanti campagne è quella in onore dei caduti della Polizia Locale Italiana, portata avanti attraverso una dolorosa ricerca di quante più notizie possibili sulle nostre vittime del dovere, la trascrizione delle cause della morte, la diffusione di opuscoli in loro ricordo alle decorrenze.

caduti
La lapide ai caduti della PL a Palmi (RC)

Ed è proprio in quest’ultima attività che il Fuori Coro ed A me le Guardie hanno dovuto riaprire un vero e proprio “cold case”, tornando indietro di  quasi 60 anni per dare un volto ed una storia ad un collega, Oreste Dozza, deceduto in servizio nel 1960, del quale non si riusciva a trovare alcuna immagine da ricondurre all’epigrafe in sua memoria. Con l’aiuto dei colleghi del Motogruppo della Polizia Municipale a lui dedicato, calcando le orme della storia fino alle più nascoste anse degli archivi dei quotidiani locali e della biblioteca dell’Arciginnasio della “Dotta” siamo finalmente riusciti a trovare non solo una sua immagine, ma gli articoli originali dell’epoca che descrivono il tragico incidente nel quale è rimasto coinvolto il 16 agosto 1960 scortando un’ambulanza per le vie della città, sacrificando la sua vita per la sicurezza dei barellieri e del paziente trasportato: morirà infatti in ospedale il 21 agosto per i traumi riportati nell’urto.

Le pagine originali de “Il Resto del Carlino” del 17 e 21 agosto 1960

Oggi come allora, la Polizia Locale continua a rischiare la propria vita per garantire la sicurezza e la convivenza tra i cittadini. Oggi ancor più di allora si sente il bisogno di una riforma che sancisca che non esistono polizie di serie A e B e che gli operatori di polizia debbano avere pari dignità e trattamento indipendentemente dal dipendere dallo  Stato o dal Comune. Unica alternativa lo scioglimento di un corpo che dopo oltre 60 anni mantiene, nonostante il cambio di nome, una situazione contrattuale e giuridica del tutto estranea alla sua realtà operativa e giuridica.

ONORE AD ORESTE DOZZA ED AI CADUTI DELLA POLIZIA LOCALE.

Alcuni caduti della Polizia Locale 

Si ringraziano i colleghi del Motogruppo O. Dozza della Polizia Municipale di Bologna ed il Fuori Coro rispettivamente per l’apporto dato al ritrovamento delle fonti storiche e per l’interesse mostrato verso la categoria.

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