Polizia di Stato · Polizia Locale

Vi racconto che brutta aria tira per le Guardie

Una mia cara amica, di cui ho grandissima stima e con la quale condivido non poche idee, ha condiviso sul principe dei social network un contenuto che mi ha lasciato interdetto e che, purtroppo, è la dimostrazione non tanto di quanta poca fiducia vi sia in certi ambienti per le Forze di Polizia, quanto della presunzione che aleggia n talune persone ed in taluni salotti. I fatti: una giornalista/scrittrice assiste al controllo e all’allontanamento di una persona, probabilmente straniera, da parte di un agente della Polizia Ferroviaria coadiuvato da due militari di Strade Sicure. La signora non può fare a meno di sapere perchè tre cattivi sbirracci hanno osato usare male – a suo parere- parole contro questa povera anima e si avvicina a chiedere spiegazioni al poliziotto, che per risposta la identifica e la porta in ufficio per capire il motivo della curiosità. La giornalista scriverà della paura e del terrore da lei provati in questo articolo cui si rifà il titolo di apertura del mio.

Ma che scherziamo? Seriamente, stiamo scherzando? Qualcuno poi osa dire che le parole del segretario SAP Tonelli a proposito di un eventuale reato di tortura sono campate per aria e che tale reato tutelerebbe per primi gli agenti invece di diventare un pericoloso strumento per intimidirli nel compiere il loro dovere? Io mi chiedo, ma se mentre camminate per strada vedete un operaio lavorare, andate a chiedergli cosa sta facendo o a giudicare se un tombino piuttosto che un lampione si sistemino come sta facendo lui? penso di no, perchè avete rispetto per la persona e fiducia nel fatto che sappia fare il suo lavoro.

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Allora perchè per le Forze dell’Ordine non esiste questa fiducia?  Facciamo così: la prossima volta che una ragazza  mi ferma per strada e mi dice “quello lì mi segue da tre giorni” io NON vado dal tizio, lo identifico e lo segnalo (e magari un altro passante, non sapendo il motivo, penserà che sto commettendo un abuso)…do la mia pistola alla ragazza e le dico “vai”. Perché mi sembra che anche le femministe, i buonisti, i benpensanti siano uguali ai fascisti, leghisti, qualunquisti ed ignoranti: voi non volete la polizia. Volete Batman. Nemmeno un Batman, ma il vostro Batman. Per voi noi siamo i bravi di don Rodrigo, vi dobbiamo proteggere ma come lo volete voi, nei modi che decidete voi e facendo ciò che volete voi, senza nemmeno il rispetto per i vostri “protetti” in quanto non penso sia proprio affare vostro il motivo per cui ho fermato questa o quella persona, anche a tutela della sua stessa privacy: sicuramente, se è stato lasciato andare, non vi era nulla di cui seriamente preoccuparsi. 

Ma allora, di nuovo, che bisogno c’è di andare a “chiedere”? Non ci si rende conto della negatività evidente, della supponenza, del fastidio che un atto del genere, trasmettitore di pura sfiducia, può dare in chi sta compiendo il proprio dovere a vostra tutela e a rischio della sua pelle? Anche perchè, se ricordo bene, le stesse persone sono le prime ad urlare alla mancanza di polizia quando un malintenzionate le segue con intenzioni non immediatamente qualificabili come chiedere l’ora? Ma imparare, una volta per tutte, ad avere fiducia nelle istituzioni, a capire che è NORMALE che un poliziotto e due militari siano armati,  che fermare e controllare le persone è esattamente il loro dovere e che è insultante asserire di sentirsi “privilegiate” ad essere uscite da un ufficio di polizia senza che  sia successo qualcosa di brutto?

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Passiamo da Milano a Trento e poniamo la lente sulla grave situazione che è andata a crearsi a Trento dopo che un agente della Polizia Locale ha ferito ad una gamba (prognosi di pochi giorni comunque) un ladro d’auto durante un inseguimento nel quale il conducente del mezzo rubato ha ripetutamente tamponato l’auto di servizio nel tentativo di mandarlo fuori strada. Indipendentemente dalle valutazioni sul fatto, quello che è successo -una pattuglia chiamata su un intervento fasullo, creato appositamente per portare i colleghi in quel punto quindi circondarli e fortunatamente limitarsi a scrivere sui muri ed appendere striscioni – ha un sapore di anni di piombo che è sintomo della pesantezza della situazione sociale che sta andando delineandosi nel nostro paese. Non intendo nemmeno commentare questi sedicenti “anarchici” che, evidentemente, di anarchia ne capiscono molto poco, poiché avessero letto Proudhon e Bakunin saprebbero che per “anarchia” non si intende mettere a ferro e fuoco il sistema senza un perchè, ma bensì una evoluzione della società ad un momento in cui gli uomini saranno perfettamente in grado di governarsi da solo e la “mancanza di potere” sarà giustificata dalla non necessità di una forza regolatrice, un ritorno al “buon selvaggio” di Russeau che , stante la forte impronta utopistica, deriva comunque da quello che in Karl Marx doveva essere un processo evolutivo nel quale la figura dello stato centrale- e della sua polizia- era incaricata di portare la società a tale passo. Ed in questo si spiega il mio “anarcoide” in intestazione del sito: il sogno di un mondo dove ogni persona tuteli e rispetti la libertà delle altre in un perfetto bilanciamento dei bisogni di ognuno, senza necessità di prevaricare su nessuno. Un’utopia nella quale è bello credere, e che il modo peggiore per onorare è lanciando molotov o aggredendo coloro che per primi sono chiamati proprio a cercare di tutelare la libertà collettiva tentando di arginare quei fenomeni di egoismo che vanno ad intaccarla: dalla violazione banale al crimine, tutto ciò che va contro la legge è a mia opinione un gesto di egoismo contro la società ed a suo danno, oltre che un allontanarsi dall’obbiettivo finale di un mondo libero nelle libertà di tutti.

scritte-contro-polizia

Con questa vergognosa immagine di una delle scritte di Trento chiudo quindi l’articolo di questa sera ricordando a tutti che, se è vero che nel nostro paese siamo in un momento sociale estremamente difficile – di cui è massima espressione il delitto di Fermo, con la sua strumentalizzazione politico/mediatica da qualsiasi parte e qualsiasi esponente – è anche vero che il primo passo per cercare di migliorare le cose è avere un minimo di FIDUCIA e RISPETTO  in coloro che hanno come compito proprio quello di impedire che questa bolla esploda con risultati che possiamo bene immaginare, ed il fatto che NON abbiamo ancora visto in Italia avvenimenti come attentati, aggressioni di massa ed attacchi con vittime alle forze dell’ordine significa che, dopotutto, non siamo poi così incapaci/cattivi/torturatori/fascisti/picchiatori come qualcuno vorrebbe dipingerci.

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