Polizia Locale · riflessioni

Un risposta a chi ci denigra e dequalifica (indossando una divisa)

Ho avuto modo di vedere una aspra critica di un collega dello Stato nei confronti di un posto di controllo e di come veniva gestito dagli operanti, critica sfociata in uno pseudo dibattito simile ad un tiro al bersaglio in un social network. Non passerò la foto incriminata per rispetto, ne riciclerò una piuttosto nota, per far capire a chi è del mestiere  di cosa si parla:

vigili-urbani

Tanto premesso, va da sé che  dopo aver già risposto ai cittadini fosse doveroso ricordare alcune cose anche a chi una divisa la indossa:

Cari colleghi, io capisco cosa state cercando di dirci,ma sapete benissimo e avete voi stessi sottolineato qual’è il nostro problema: i sindaci, i comuni, il “locale” dietro “Polizia” e, per amor del Cielo, non parlatemi di Vigili Urbani, o meglio, non dite “Polizia Locale” prendendo per il sedere come se fossimo una brutta copia, continuando a pensare che si, siamo i VIGGILI.

Non sono un vigile urbano, sono un poliziotto locale e, come tutti noi, ho avuto la mia dose di interventi, arresti, morti da raccogliere, referti da farmi fare, notti insonni e tutto il resto. Per “noi” intendo NOI che vestiamo una divisa, come ha ricordato un agente della forestale nel topic incriminato, perchè si, io come lui, vedo un collega in ogni divisa, con tutto ciò che tale termine porta dietro e non devo certo spiegare a voi, e già ne parlai in un precedente articolo. .

image

Sapete bene anche che noi dipendiamo dal comune, ed è l’unica cosa che ci differenzia da voi a livello operativo: le qualifiche e, permettetemi, anche la maggior parte degli interventi, sono spesso gli stessi, si tratti di un incidente mortale, di un furto, una rissa, personalmente non mi son fatto mancare nemmeno incendi boschivi ed animali selvaggi: non c’è una forza di polizia o di soccorso con cui non abbia condiviso almeno una scena.

Ma noi siamo, appunto, dei comuni, e i comuni non hanno la vostra contrattazione, le vostre tutele, la vostra causa di servizio, il vostro indennizzo. La mia gamba destra ha un legamento saltato durante un inseguimento, ma non ho potuto operarlo, sapete perchè? Perché essendo un precario, intervenire significava perdere l’idoneità al servizio per 6 mesi, ovvero per l’assunzione successiva. Impossibile. E allora giù di palestra e corse per recuperare e poter correre, guidare una moto e tentare di avere l’agilità per affrontare una colluttazione. Non abbiamo nemmeno la vostra formazione, perchè ogni sindaco decide per sé, ed accanto ai colleghi in foto ce ne sono tanti, ma tanti, che per fortuna hanno mesi di corsi, formazione continua e di altissima qualità, condivisa con voi, aggiungo, perchè è un enorme piacere vedere come ai nostri corsi di aggiornamento, tenuti da istruttori interforze, partecipate anche voi.

Non abbiamo però nemmeno i vostri uffici stampa, che riportano le nostre operazioni, spesso relegate a mera cronaca locale anche quando si parla di decine di arresti per droga, arresti di pedofili, o vittime del dovere.

Una cosa abbiamo però: la volontà di crescere e venire riconosciuti per i poliziotti che siamo, per questo da TRENTA anni chiediamo una riforma che ci dia un contratto separato di tipo pubblico e che imponga un’unica
formazione comune a tutti. Non vogliamo la VOSTRA 121 ma una NOSTRA legge che ci dica chiaramente che se abbiamo le qualifiche ed i doveri di una POLIZIA dobbiamo avere
anche i mezzi giuridici e formativi per espletarle. E prima rispondermi vi ricordo che è il Ministero dell’Interni quello che ci chiede turni h24 per garantire i servizi di sicurezza stradale, e che sono i questori quelli che ci scrivono per venire affianco alle polizia-locale“Forze dell’Ordine dello Stato” a manifestazioni sportive e politiche, chiedendoci di scortare i pullman dei tifosi, o di metterci tra i manifestanti ed in passanti nelle piazze. Allora perchè non venire al nostro fianco in questa lotta?

No colleghi, rigetto quello che vedo in questa immagine ma rigetto anche le critiche alla categoria, perchè sono uguali a quelle dei cittadini quando additano, puntano, dicono e insultano qualsiasi forza di polizia: generaliste e qualunquiste, che non tengono conto né della singola situazione né delle persone che la mettono in atto.

Tutto questo aggiungendo che nessuno di voi avrà per fortuna l’occasione di uscire in strada con una pettorina ed un cappellino ridicoli, magari con contrattini per pochi mesi, ed anche questo è già stato ampiamente descritto.  Perché voi, finché non siete vestiti ed armati, siete in caserma a formarvi, noi, siamo fuori, fin da subito, magari per poche ore, alternando le lezioni in aula, ma fuori, senza nemmeno una divisa o un qualcosa che ne abbia la parvenza.

CappelloVigile

Fermo restando che personalmente ritengo che per come viene considerata a livello sociale, mediatico ed interforze la Polizia Locale, meglio sarebbe scioglierla e distribuire gli appartenenti tra le altre forze – chi vuole fare polizia – e negli uffici comunali – chi si preferisce impiegato. Indipendentemente da questa mia irrealizzabile idea, ritengo che quanto meno sia DOVEROSO dare alla Polizia Locale gli STRUMENTI, LE TUTELE E LA DIGNITÀ’ di poliziotti, e continuerò a battere pugni, scrivere e scioperare finché tutto ciò che ci rende diversi agli occhi dei colleghi delle altre forze -chissefrega dei patemi del cittadino verso chi gli fa una sosta – finisca dimenticato!

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