Polizia Locale · riflessioni

Mission to Rome

Ci siamo. Siamo all’alba di un nuovo sciopero generale della categoria. L’ultimo è stato il 12 febbraio scorso e, da allora, è cambiato poco o nulla. Inutile dirlo ,ma le cose stanno andando male. Molto male. Gli attacchi mediatici sono sempre più forti, la categoria sempre più divisa, la società sempre più oppressa, i sindaci sempre più ossessivi nel trattare i comuni come se fossero la loro azienda personale (in questo ben imitati dal Governo nei confronti dell’intero paese devo dire), il precariato continua ad essere una piaga della nostra attività professionale.

Da quel 12 febbraio tanti, troppi colleghi ci hanno lasciati. Francesco Bruner, Vincenzo Cinque, Sara Gambaro, Luigi Ancora, e se aggiungiamo chi si è sparato o chi è deceduto per malattia il numero cresce ancora. Tutte queste morti hanno colpito duramente la categoria, per tacere di numerosi attentati, attacchi, feriti, atti  misfatti che, se possibile, hanno fatto ancora più male delle parole e delle cattiverie mai risparmiateci da cittadini e da giornalisti.

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Tuttavia qualcosa è anche cambiato…parliamo di diverse proposte di legge per equipararci ai colleghi statali, parliamo di prime, rade, avvisaglie di solidarietà da parte di altri corpi di polizia, parliamo di grandissimi successi a livello nazionale in tutti i campi della polizia giudiziaria e di sicurezza, stradale e non, con un inizio di avvisaglia da parte dei cittadini che forse, al di là degli insulti sui social e dei servizi diffamatori sui media, non facciamo “solo le multe”.

E’ chiaro che il nuovo decreto sicurezza non può piacere, ne abbiamo già parlato di recente: non si può e non si deve legare un corpo di polizia ad un amministratore temporaneo, ancor meno se capace di aberrazioni quali un calcolo obiettivale sull’operato degli agenti, pura malaria istituzionale ed amministrativa, ma proprio per questo è importante combattere affinchè, se il DL sicurezza vedrà mai la luce, si chiarisca che io nostro contratto deve essere DIVERSO da quello degli impiegati e ci riconosca, oltre le tutele e le indennità che ci spettano quali operatori di polizia, l’indipendenza dal bilancio dell’ente per il quale tuteliamo gli interessi non di partito o di propaganda, ma dei cittadini.

Ed è per questo, per i colleghi caduti, per i colleghi feriti, per i colleghi insultati, per la sicurezza dei cittadini, per una maggiore sinergia coi colleghi statali che domani sarà giusto scioperare ed, ancor di più, essere a Roma per urlare la nostra richiesta non di privilegi, non di aumenti economici, ma si possibilità operative per essere sempre più presenti nelle necessità e nelle sfide che la società odierna ci pone di fronte.

Inutile sognare cose che non sono: non avremo la legge 121, ma perchè siamo Polizia LOCALE, e la 121 è la legge delle Polizie STATALI. Quello che vogliamo è che sia cristallizzato che la POLIZIA è POLIZIA indipendentemente dall’essere Locale o Statale. Perché se a Bari prendiamo sassate in testa o a Modena blocchiamo gli accessi del comune, lo facciamo con la stessa dignità e gli stessi rischi di chi pota giubbe diverse, perchè se effettuiamo arresti, inseguimenti ed indagini lo facciamo con le stesse qualifiche, perchè,se moriamo, lasciamo la stessa scia di dolore e sofferenza nei nostri cari, perchè se restiamo feriti affrontiamo le stesse tribolazioni di altri per guarire, ma NON abbiamo le stesse tutele e lo stesso riconoscimento sociale, e questo, signori, non è più possibile, perchè la POLIZIA LOCALE è ormai parte integrante del tessuto della sicurezza del nostro paese, e, alla luce delle recenti novità legislative e dei nuovi pericoli criminali locali ed internazionali, è troppo tardi per tornare indietro e pensare di poter tornare ad occuparci solo di “soste e plateatici”.

Questo non ci rende una seconda polizia di stato, non leverà i grossi problemi di ambientazione di chi prova un rigetto per diverse materie tipiche del ruolo di polizia di prossimità,ma apre in ogni caso infinite prospettive per tutti coloro che vestono la nostra divisa, indipendentemente dall’approccio che si ha ad essa, perchè a nessuno piace rischiare la vita alla pari di altri avendo un trattamento diverso.

Certo, chi non se la sente di stare al passo con tutto questo dovrebbe avere il buon senso di capirlo e lo Stato dovrebbe dargli la possibilità di cambiare comparto.

PER LA RIFORMA DELLA POLIZIA LOCALE , MA SOPRATTUTTO PER LE TUTELE CHE CI SPETTANO QUALI OPERATORI DI POLIZIA, DOMANI SARA’ GIUSTO ESSERE A ROMA.

Quello che succederà poi, se saranno riforma, se saranno contentini, se, come penso, saranno attacchi ed insulti ,forse addirittura il naufragio della categoria e il suo definitivo seppellimento, sarà in ogni caso un importante segnale per far capire che, nel limbo attuale, la Polizia Locale non può andare avanti e soprattutto non ha ragione di esistere:

UNICA ALTERNATIVA ALLA RIFORMA E’ LO SCIOGLIMENTO.

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13 MAGGIO 2016, ROMA, A ME LE GUARDIE CI SARA’

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