riflessioni

Dopotutto, domani è un altro giorno…!

L’eco delle sirene attivate in onore della collega Sara Gambaro non si è ancora spento che la categoria, per una volta riunita in un coro di sdegno unanime per come la notizia della morte della collega sia stata gestita – o direttamente ignorata – dai media nazionali, ha ricominciato a dividersi e attaccarsi vicendevolmente.

Passate le lacrime la realtà quotidiana della polizia più bistrattata in Italia è di nuovo piombata con la sua forza in mezzo agli operatori: così da un lato capita di leggere che a Lecco dei soggetti che mi rifiuto di chiamare colleghi rifiutano l’assegnazione delle armi, arrivando a scrivere ai giornali, dando ben bene altro spazio per coprirci tutti di ridicolo, sostenendo che “siamo ghisa e non poliziotti”: se pensate che un paio di settimane fa ho scritto un intero articolo rispondendo ad un loro assessore che si permetteva di mettere in dubbio l’utilità dell’assegnazione e in cui rimarcavo l’assurdità di poliziotti disarmati, ecco che leggere simili puttanate da coloro per i quali spreco il mio tempo su questa pagina…beh…MI ROMPE!

Nemmeno tempo di finire di inveire contro tutto il calendario e arriva la notizia che a Milano i colleghi saranno dotati di telecamere collegate alle pistole per riprendere in tempo reale ciò che accade quando costretti ad estrarre…per me, che sono un vintagista convinto, questa è fantascienza, ma per i commentatori medi invece c’è solo da insultare, inveire, schernire, sostenere che “ai vigili queste cose non servono”-“datele alla polizia vera” fino a sfociare a veri e propri insulti che tra l’altro noi siamo così masochisti da riportare in tutte le pagine di categoria, le stesse pagine in cui nel mentre si discute sulla forma di uno spray al peperoncino, il cui involucro viene giudicato da alcuni “troppo simile” ad una pistola e che quindi potrebbe dare problemi all’operatore che dovesse usarlo perchè qualche genio, alla vista dell’oggetto, potrebbe andare a dire di essere stato minacciato a mano armata, e la paura è che i giudici potrebbero credergli e condannarci: no ma dico, stiamo scherzando?!

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Ed è proprio dal mix dello schifo generato dal silenzio sulla morte della collega Sara, dall’ennesima presa di posizione di una parte di noi che sputtana tutti, dai ripetuti ed inutili insulti, dalle solite paranoie a me incomprensibili che è generata la decisione di cancellarmi da qualsiasi gruppo professionale su facebook/whatsapp, cui probabilmente seguirà addirittura la chiusura del blog A me le Guardie, o quantomeno la sua sospensione.

Semplicemente, non intento più farmi il sangue amaro e in tali gruppi il 70% dell’attività consiste nel postare notizie/commenti/sentenze che sono puro DEMOTIVATIONAL ed espormi in tutto il web nel nome di gente che due giorni dopo dice amabilmente che si sente un “vigile urbano” e non un “poliziotto”.

Ora, io di problemi di autostima ne ho fin troppi per stare dietro ai problemi di un’intera categoria professionale di cui tra l’altro faccio parte ad intermittenza (e per inciso domani si spegne l’interruttore per un periodo che sarà dai 15 giorni ai 2 mesi) e dalla quale non ho mai avuto nulla di davvero positivo né a competenze né a soddisfazioni.

Non è una reazione a nulla o nessuno in particolare, semplicemente era da tempo che la corda veniva tirata e il vaso riempito, oggi la corda si è spezzata e il vaso ha traboccato, poteva succedere ieri o domani, è successo oggi.

 

E così mi sono goduto una passeggiata notturna per la mia città, deserta, silenziosa, sferzata dal vento e dalla pioggia, senza venire assillato da continue notifiche di articoli, commenti, problemi e casini di cui, alla fine della fiera, NON MI IMPORTA NULLA.

Appunto, semplicemente, dico che NON MI FREGA PIU’ NULLA di leggere notizie sui Vigili Urbani, di leggere cosa pensa la gente dei Vigili Urbani, di accettare che persone che non vedo da anni, saputa la mia professione, si sentano in dovere di raccontarmi il loro aneddoto personale su quanto facciano schifo i Vigili Urbani, di discutere con chicchessia di cosa possono o non possono fare i Vigili urbani: ho fatto il classico, posso parlare di moltissimi argomenti, adoro l’arte, il cinema, la musica, la storia, le auto, la letteratura e le belle ragazze, sono pure di mentalità aperta…con me si può parlare di tutto, quindi LASCIO AI VIGILI L’ONORE DI FARE I VIGILI, io mi riposo un pochino e quando e se qualcuno mi rivorrà come AGENTE DI POLIZIA LOCALE sarà un problema mio di cui renderò conto a me stesso e, al limite, ad un magistrato.

E NESSUN ALTRO.

Venite gente vuota, facciamola finita,
voi preti che vendete a tutti un’ altra vita;
se c’è, come voi dite, un Dio nell’ infinito,
guardatevi nel cuore, l’ avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso,
che Dio è morto e l’ uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

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E se nel mezzo capitasse il miracolo di passare un concorso in Polizia – e basta – o di trovare un altro lavoro che mi dia un po’ più di autostima e benevolenza verso me stesso…sarebbe il benvenuto.

 

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One thought on “Dopotutto, domani è un altro giorno…!

  1. Ho già avuto modo, in un altro commento, di esortarti a non smettere di scrivere.
    ….voce di uniche grida nel deserto….
    È vero. Tutto vero quello che scrivi sui vigili urbani.
    Anche a me molte volte viene voglia di disattivare tutte le notifiche ma, poi, non ci riesco e continuo a rodermi il fegato per una categoria malata.
    Che fare? Invitare chi non vuole essere poliziotto locale a richiedere la mobilita visto che in sei regioni si è riaperta la possibilità di assumere? Mettere in atto un’azione eclatante da parte di chi ne ha già le palle piene ?
    Mah…
    Nel mentre ti rinnovo l invito a non smettere di scrivere. Io ti aspetto.
    Gian Luca

    Mi piace

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