Cronaca · riflessioni

MIlano odia: la polizia non può sparare…ci pensano gli altri!

Non è mia intenzione sprecare parole sul caso, ormai fin troppo famoso, del pensionato che a Vaprio d’Adda (Mi) ha aperto il fuoco su un ladro, uccidendolo. Certo mi viene spontaneo pensare che di solito chi è distrutto, psicologicamente ma anche fisicamente, per l’aver sparato e ucciso (a molti basta rischiare di doverlo fare per starci a ripensare parecchio sopra), non dovrebbe affacciarsi al balcone e salutare chicchessia, né rilasciare dichiarazioni come un divo, ma sono opinioni.

Il problema è proprio nel Divo, non il film, ma il sensazionalismo. In Italia un fatto di cronaca diventa, di solito, un campo da calcio, dove l’italietto medio trova tanto piacevole sfogare il proprio bisogno di curva, tifando per questa o quella parte, neanche si stesse, appunto, giocando a pallone. Peccato che gli omicidi non siano un goal, che le armi non siano un gioco e che non si è più capaci di distinguere un fatto da un fenomeno, un fenomeno da un contesto sociale, un contesto sociale da uno politico.

Non mi importa molto che Salvini dica “Andrebbe premiato” e nemmeno che Renzi risponda “Non si deve fare un eroe di chi usa la pistola” e tanto meno di Alfano che, con un colpo al cerchio e una alla botte rimarca la necessità di una “riflessione” sulla legittima difesa (analizzata nel precedente articolo ), che, assolutamente necessaria, non dovrebbe aver bisogno dell’onda emotiva di un fattaccio di cronaca nera per il quale è stata formulata un’accusa (omicidio volontario) che con la legittima difesa c’entra come il formaggio col pesce (e a Milano qualcuno lo mette quindi occhio!).

Quello che invece mi fa abbastanza tristezza è la presa di posizione, di una parte politica che di questo sensazionalismo da bar dello sport ha fatto la sua bandiera: ed ecco arrivare sindaci di paeselli misconosciuti, che tali dovrebbero restare (i sindaci, non i paesi) ha sparare, letteralmente, una marea di follie giuridiche e contabili da far scoppiare a ridere qualsiasi prefetto nel dover dar credito a certe persone ed a piangere un revisore dei conti che dovesse trovarsi a giustificare simili spese.

Ma vi sembra concepibile, cari lettori, un fondo spese comunale o addirittura REGIONALE, per la difesa di un soggetto imputato dalla magistratura? Pare un po’ un interesse privato in pubblica funzione, eppure qualcuno ne parla, fondo per chi venisse accusato di “eccesso colposo di legittima difesa” (di nuovo, non c ‘entra con l’omicidio volontario) in modo da coprirne le spese legali, dicono a Padova, patrocinio della regione sul caso di Vaprio, chiosano da Palazzo Lombardia, non riuscendo bene a farmi capire quale interesse dell’ente in questione si andrebbe a tutelare. Non contento, qualche sindaco ha addirittura fatto la boutade di una sorta di “incentivo bellico” pari a 250 euro (un terzo di un valore di una pistola, dice gente che poi si scopre manco avere il porto d’armi) per chi volesse comprarsi un’arma da fuoco, ma tranquilli -assicurano i tre caballeros leghisti che si rimpallano l’idea – per riceverlo va presentata prova di aver titolo all’acquisto: E VORREI BEN VEDERE, manca solo che i comuni si mettano a fare contrabbando d’armi!!

E se non proprio di contrabbando si parla quanto di stupida, puerile, inutile ed insulsa leggerezza nel vedere l’ultima uscita del sindaco Buonanno: ma dico io, in Tv con una pistola. Salvo poi difendersi dicendo “che era scarica, che era un catenaccio, che manco so se sia vera perché io non ho nemmeno il porto d’armi” e aggiungendo che “l’ho chiesta ad un vigile urbano”. 

E POI MI DICONO CHE NON DEVO BESTEMMIARE QUANDO PENSO A RENZI CHE CONGELA 3MILA AGENTI MENTRE SISTEMA I PROVINCIALI!!

Ma che razza di discorso è?! A parte che se non hai un porto d’armi…l’arma non la devi avere, PUNTO. Carica, scarica, antica, moderna…non la devi avere. L’arma di un agente di Pubblica Sicurezza poi…che cavolo la hai a fare? Ma che è? Ma lo sa che l’arma non va data manco al Papa? Manco al Presidente? Ma il sindaco ed il suo “vigile” (si perché altra parola non si può usare) l’hanno mai fatto il militare? Almeno il “vigile” lo ha un titolo per portarla a spasso quella cosa? Che sia il comandante o un agente non mi importa! Ma quando mai si è sentito che un appartenente ad un corpo armato possa dare la pistola a chicchessia?! Ma un posto all’ufficio tecnico non è rimasto per cortesia?! Ma volete proprio far vergognare chi la divisa della Polizia Locale la porta, magari anche saltuariamente, con il massimo dell’impegno e dell’onore, della volontà, della correttezza verso il cittadino e lo Stato? Ma come è possibile una porcheria del genere! E io che, stupido, pensavo che con il “vigile” che timbra in mutande a Sanremo per andare a fare canottaggio in orario di lavoro si fosse toccato il fondo, mi tocca pensare che almeno quello non fa danni! La pistola così, in mano, portala pure in tv, tanto è scarica…NON HO PAROLE, NON HO COMMENTI, HO SOLO SCHIFO! Altro che la 121 e l’ingresso nelle forze di polizia, finché avremo certa gente nelle nostre fila e cert’altra ad amministrarci l’unico ingresso che meriteremo sarà quello di servizio, per fare le pulizie!

Il problema, alla fine, non è tanto cosa sia successo o meno a Vaprio d’Adda, e nemmeno se la legge sulla legittima difesa vada o meno bene, no, il problema è che in Italia la pistola viene data con più facilità dell’automobile, che ai corsi di maneggio armi la parte giuridica non viene nemmeno toccata e che il 90% di coloro che detengono un’arma non hanno la minima preparazione psicologica e tecnica per usare qualcosa di diverso da una replica a co2 con l’obiettivo di tirar giù lattine a 5 metri in un bancone da fiera!  E SI VUOLE PARLARE DI LEGITTIMA DIFESA, quando questa gente nemmeno sa cosa significhi essere armati?

Ma iniziamo ad imporre corsi seri a chiunque abbia in armadio qualcosa di più pericoloso di una scacciacani, poi parleremo di riforme giuridiche, è il discorso che faccio sempre: prima di pretendere qualcosa, si impari a gestire e ad onorare quello su cui si pretende, che sia una qualifica di polizia, cosa che a tanti “vigili” pare data giusto per casa, come un’arma, che a MOLTI è data senza un minimo ritegno!

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