Cronaca · Polizia Locale

Di sindaci imprenditori, governi inadeguati e agenti sfruttati

IL ridicolo carosello delle reazioni al dl 78/2015 continua a gettare palate di sterco nella dignità professionale della povera categoria della Polizia Locale. Premesso che il Governo Renzi non mi piace, non mi rappresenta, mi crea istituzionale ribrezzo e mi auguro cada il più presto possibile con la sua compagine di “giovani volti nuovi” un concetto deve essere scolpito nel granito di ogni operatore di polizia: finché stanno a palazzo Chigi, questi signori sono IL GOVERNO. E al governo la polizia deve obbedienza e rispetto, anche quando scrive leggi pensate male e realizzate peggio, oltre che con un tempismo quasi insultante, come l’ormai monopolizzante decreto 78.

Questo, colleghi, è il concetto che ci differenzia dai normali lavoratori statali e non: la polizia è l’emanazione dello Stato ed allo Stato deve obbedienza.

Sono stalinista? SI.

Premesso questo è altrettanto ovvio che il comune è un’ente dello Stato e un sindaco è un garante dello stesso e non, come dalla vergognosa riforma Brunetta si è andati a pensare, il contrario. Il comune non è l’azienda del sindaco e il sindaco non è il patron di del comune, egli è un funzionario eletto ed agisce quale UFFICIALE DI GOVERNO, sottomesso al Ministero dell’Interno al quale è sottoposto in tutto e per tutto. Tentare di ribaltare questo concetto non significa solo ribaltare una serie di articoli della Costituzione, ma privare di senso un’Istituzione quale il comune è. Se un imprenditore pensa di diventare sindaco e di gestire un comune come un’azienda, torni a gestire la sua azienda e a muovere l’economia nazionale dalle sue proprietà e non da quelle dello Stato.

Sono bolscevico? SI!

Date queste doverose premesse è chiaro che la decisione di molti comuni di assumere Personal stagionale, arrivando in certi casi ad assunzioni di 15 giorni e addirittura ad assunzioni tramite ordinanze contingibili ed urgenti non solo si rivela essere quantomeno discutibile,ma diventa addirittura offensiva di alcune regole basilari non solo di legge, ma anche di rispetto per i propri dipendenti, ed in particolare:

1- Offensiva della dignità degli agenti, che si vedono assunti in maniera dubbia, peggio, che si vedono trattare alla stregua di stagionali assunti da aziende o ristoranti, come camerieri, bagnini, gelatai, vigilanti. Attenzione: non ho nulla contro camerieri e gelatai e tanto meno oserò mai dire qualcosa sui colleghi della vigilanza privata, ma la POLIZIA è una cosa diversa.  Un sindaco che non ha rispetto del ruolo della sua POLIZIA dimostra di essere un pessimo amministratore ed un “signor padrone” di fordiana memoria che mal si addice sia col ruolo istituzionale che con quello di cittadino italiano soggette alle regole dello Stato.

2- Contraria all’ordinamento giuridico: il decreto 78 è, lo ripeto, una porcheria che trasuda ignoranza della situazione dei comuni e degli agenti precari della Polizia Locale, ma è una legge dello stato. Assumere tramite trucchetti e sfruttando errori del testo è un espediente da furbetti, che ai miei occhi più che ricordare virtuosismi da grandi statisti porta alla memoria mezzucci da furbetti del quartierino, consapevoli che nel testo non si parla di pene per i comuni inadempienti ma solo di decadenza dei ruoli assunti: in sostanza, l’amministrazione non rischia nulla, mentre la Corte dei Conti potrebbe imporre agli assunti di restituire gli stipendi in quanto percepiti in modo illegale.

3- Anche gli idonei dovrebbero farsi un esame e capire cosa vogliono essere. Un poliziotto, come già detto, è un uomo dello Stato, un servitore delle Istituzioni e del cittadino, deve rispettare e far rispettare le leggi, ha il diritto ad avere l’addestramento, l’equipaggiamento ed il vestiario per poter esercitare il suo lavoro in sicurezza e con orgoglio. Agenti impreparati, non vestiti se non con pezzi di divisa prestati da personale di ruolo, disarmati e sbattuti a fare da casse continue dell’Ente sono agenti privati di dignità, oserei dire oggetto di un evidente mobbing e di preciso di declassamento professionale in quanto messi a fare gli atti tipici di una figura professionale diversa di categoria inferiore: gli ausiliari del traffico (nulla contro di loro ovviamente ma una cosa è l’ausiliario cat. B un’altra cosa l’agente Cat. C). Pretendere il riconoscimento del ruolo e le tutele da esso richieste (anche solo a livello di legge 81 senza scomodare la 121) è una cosa che spetterebbe ai sindacati, i quali, invece di lamentarsi magari dei turni notturni e mettere su inutili diatribe sulla dotazione delle armi e di mazzette di segnalazione, dovrebbero forse tutelare un attimino di più i lavoratori. Tutti. Pure quelli a tempo determinato.

Capire l’unicità del proprio ruolo è la prima cosa che differenzia i poliziotti (tutti) dagli impiegati amministrativi, la consapevolezza di essere l’immagine, la mano esecutrice e protettrice dello Stato, un punto di riferimento per i cittadini e la loro assicurazione di tranquillità sociale è un aspetto fondamentale di chiunque indossi una divisa con poteri di polizia e chi ritiene di poter essere utilizzato alla stregua di un burattino e di venire manipolato a piacimento da amministratori convinti di avere a che fare con schiavi robotici invece che con agenti di polizia dovrebbe a mio parere chiedersi se davvero è sicuro del ruolo che ha scelto di voler coprire e dei tanti doveri, problemi, e disagi che questo comporta, a dispetto di una manciata di diritti che alla Polizia Locale non sono nemmeno interamente garantiti. Combattere l’aberrazione di poliziotti temporanei è il primo tassello per dare un futuro alla nostra istituzione che l’avvicini alle forze dello stato e la allontani dal vergognoso contratto privatistico cui è ora sottomessa, gli stagionali vanno assunti in ruolo e FINE (quando dimostrata l’idoneità ovviamente) ed eventualmente spostati poi dove occorrano esigenze temporanee (lo fa la Polizia di Stato cosa siamo noi inferiori?) ma sopratutto vanno formati, addestrati ed equipaggiati come tutti gli altri che, a loro volta, dovrebbero avere un addestramento unitario in tutta la penisola.

Altrimenti esistono i già citati ausiliari, non inquadrati come agenti di pg e ps, ed in effetti non mi capacito sul morivo per cui i comuni non ne facciano uso, l’unica risposta che mi viene è che i signori sindaci imprenditori non sono evidentemente a conoscenze dell’esistenza di questa figura o, peggio, ad essa ed ai suoi compiti colleghino TUTTA la Polizia Locale.

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