Cronaca

Con quelli come voi ci facevamo i sacchetti di sabbia in Corea!

Ad inizio dello scorso mese parlai del caso dei cittadini che respinsero dei presunti ladri a colpi di fucile. I lettori ricorderanno che si trattò di un articolo abbastanza ironico e che prendeva le distanze dall’atto in quanto lo consideravo non solo illegale, ma anche intrinsecamente stupido.

I particolari al link: https://ameleguardie.wordpress.com/2015/03/04/fuori-dal-mio-giardino/

I fatti sembrarono darmi ragione tanto che nel capo di pochi giorni il responsabile dei tiri, vuoi anche perchè ebbe la bellissima idea di farsi ritrarre con in mano i bossoli dei colpi sparati (meno male che non ha preso nessuno o finivamo col vedere gli scalpi alla cintura e le teste appese ai pali). Curioso che secondo i media (a dire il vero l’unico che ha dato risalto alla faccenda) l’accusa si basasse sull’incredibile assioma che “un fucile da caccia si usa solo per andare a caccia”…a parte il fatto che NON è vero (l’art. 52 del CP quando tratta dell’uso di armi per difesa parla di QUALSIASI arma legalmente detenuta, fosse anche la vecchia doppietta del trisnonno brigante) mi chiesi che razza di reato potesse essere stato eventualmente configurato su queste basi (eccesso di legittima difesa non effettivamente espletata? Esplosioni pericolose? Procurato allarme? Getto pericoloso di cose?).

In ogni caso la faccenda sembra chiudersi con l’archiviazione pressoché immediata richiesta dalla stessa procura:

http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/TREVISO/sandro_magro_spara_fae_oderzo_ladri_mirco_lorenzon/notizie/1272707.shtml

Ora siccome questo sembra voler sconfessare le mie congetture sulla difesa personale fatte nell’articolo precedente, mi sento in dovere di fare qualche considerazione a proposito della decisione di assolvere, o meglio, di non ritenere nemmeno reato, il fatto di sparare in aria alla presenza di presunti ladri nelle vicinanze o all’interno del proprio giardino:

1- Insisto nel ritenere che se la minaccia deve essere concreta ed attuale non è pensabile che essa mi dia il tempo di sparare colpi di avvertimento. Sarebbe come dire che in caso di ingombro stradale effettuo una “frenata di emergenza” avendo prima cura di chiudere il finestrino per non prendermi un colpo d’aria: se freno e nel mentre chiudo il finestrino non sto inchiodando, sto rallentando uniformemente fino a fermarmi. Voi mi direte “eh ma a militare il primo colpo si sparava in aria”: si, vero, ma a militare la procedura del “altolà chi va là” non prevede che la minaccia sia immediata (infatti si utilizzava all’interno delle basi per evitare di fare secco un commilitone distratto mentre sui posti di blocco in area a rischio le cose cambiano radicalmente).

2- Se invece vediamo l’archiviazione non dovuta ad una legittima difesa,ma ad un “il fatto non costituisce reato” in quanto non avrebbe leso alcun bene giuridico, allora la cosa sarebbe più fattibile: è in effetti possibile che nessun cittadino si sia sentito minacciato o leso dal fatto che sia stato sparato per far fuggire dei ladri. Speriamo che i briganti non facciano querela, piuttosto.

Sarebbe interessante leggere le motivazioni nel decreto di archiviazione. 

Archiviazione o meno, il problema rimane: in un momento di evidente lassismo istituzionale la magistratura ha sostanzialmente, agli occhi dell’opinione pubblica, sdoganato la possibilità di mettersi a sparare in mezzo la strada. Se si unisce questa cosa alla preparazione del detentore di armi medio e alla corsa agli armamenti che certe regioni di Italia stanno avendo, c’è di che diventare molto preoccupati. Non tanto per una deriva giustizialista e stragista da parte dei cittadini, quando per l’alta possibilità di ritrovarci le case piene di fucili e pistole in mano a perfetti incompetenti, del tutto impreparati al loro uso in situazioni di stress e allo stesso tempo pronti a farsi male senza volerlo mentre ci giocano o le mostrano fieri agli amici.

Se l’obiettivo deve essere arrivare ad uno snellimento del diritto di autodifesa (parla uno che la pistola se la porterebbe sempre appresso nel caso) questo non deve però passare per un rilassamento istituzionale di fronte atti comunque gravissimi (oh hanno sparato in mezzo una strada, mica parliamo di cacciatori che vanno a piccioni invece che pernici) in modo tale da acquietare l’opinione pubblica sugli allori del “spara che hai ragione” quanto semmai attraverso un processo legislativo di unificazione dei requisiti e dei controlli necessari per l’ottenimento di qualsiasi licenza di possedere o portare un’arma, un obbligo di preparazione nell’utilizzo delle stesse (ben maggiore a quello meramente tecnico dato dall’attuale corso di idoneità al maneggio) e di costante aggiornamento teorico e pratico da parte di chi le detiene per essere sicuri che, nel malaugurato caso si dovessero trovare a dover sparare, lo farebbero nei modi e contro i bersagli GIUSTI.

Attenzione che spesso si parla delle stragi negli Stati Uniti dovute alla enorme diffusione delle armi, ma è bene ricordare che è nella norma avere un fucile o una pistola in casa anche in paesi come Canada, Australia e Svizzera, dove le morti per sparatorie sono molto meno perchè accanto alla cultura del possesso dell’arma e del suo eventuale uso vi è anche quella dell’addestramento continuativo, cosa che in USA, dove spesso basta entrare in negozio per portarsi a casa una bella colt 1911 o direttamente un UZI, manca totalmente. E non vorrei venisse a mancare anche in Italia, magari in nome di un vergognoso politicamente corretto troppo testardo per ammettere che, se si accetta che le armi siano diffuse (e in Italia LO SONO), deve anche essere socialmente accettato che siano usate e sopratutto che si sia capaci di farlo. Fareste mai guidare uno senza patente o dareste la patente ad uno che non sa guidare? Io no.

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