Polizia Locale

Chi ci difende dai sindacati?

In questi giorni diversi comandi d’Italia stanno affrontando l’ennesima caricatura di organizzazione dovendo andare a votare i rappresentanti sindacali.

Ora…ma questi rappresentanti…li vogliamo davvero? Vogliamo ricordare che la maggior parte di essi ragiona e pensa come gli impiegati comunali che ancora risultiamo essere da contratto? E che molti di loro usano la carica per difendere questa aberrazione solo italiana? E che per ancora altri restiamo bene vigili, impiegati in divisa, e tutto vogliono meno che fare il salto in avanti che la categoria auspica da anni con l’affiancamento non solo di qualifiche ma anche di addestramento e dignità alle altre forze DI POLIZIA (non impiegatizia, DI POLIZIA)?  Non ci viene mai in mente che forse i Carabinieri stanno benissimo e funzionano anche meglio proprio perché non hanno personaggi che dietro la facciata dei “diritti del lavoratore” non sono altro che rematori contrari a qualsiasi innovazione che smuoverebbero la categoria dall’infamia cui è condannata?

Parlando di sindacati e di problemi, ecco cosa si sono inventati (da La Nuova Venezia) i sindacati del capoluogo veneto, in totale contrasto non solo con le mie idee (che tanto son quelle del solito esaltato questurino mancato),ma soprattutto con l’ultimo andazzo di categoria, che speravo esser stato ben tracciato dallo sciopero del 12 (per il quale ricordiamoci ho messo sul piatto il mio posto di lavoro) e la bozza di riforma commentata qualche giorno fa:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/03/02/news/nuove-armi-ai-vigili-diffida-del-sindacato-diccap-1.10970735?ref=search

Ricapitoliamo:

1- In una strana città dove esistono alcuni reparti armati ed altri no, il comandante e il commissario prefettizio decidono di armare quantomeno gli agenti chiamati ad operare in una zona particolarmente problematica e degradata quale è la terraferma veneziana, almeno in determinate aree.

2- A questa cosa si oppongono, con tanto di diffida, i sindacati, evidentemente appoggiati da qualche genio della lampada che si è scordato che perfino Alberto Sordi era armato nel film Il Vigile del 1960 e che si tiene stretta la sua condizione di agente disarmato grazie alla quale scaricare ogni problema ai soliti Tutori dell’Ordine o Difensori della Patria, sostenendo fieramente che “noi siamo vigili e l’ordine pubblico non ci compete”. Infatti siamo agenti di pubblica sicurezza solo per avere l’indennità, vero?! Preferisco inoltre non commentare un sindacato di categoria che continua a reiterare il maledetto termine e mi preoccupa che stanno dove sono perché qualcuno li ha pure votati.

Insomma ci sono dei poliziotti che non vogliono essere armati, e non vogliono esserlo per bocca di rappresentanti sempre pronti a riempirsi la lingua di parole quali “diritti”, magari sempre più sbilanciati verso questo o quel motivo per starsene a casa o non avere rogne e la richiesta di “indennità” ovviamente finalizzate ad avere più soldi in tasca ma meno rischi ed allo stesso tempo sempre più restii a parlare di “doveri”.

Per questi individui, ai quali si uniscono i compagni di merende che a Milano e Varese remarono contro l’inserimento della Polizia Locale nelle centrali del nuovo numero di emergenza europeo (112 e nulla ha a che vedere con i CC), è evidentemente tutto dovuto: ricordiamoci che parliamo degli stessi che son scesi in prima linea quando si è trattato di difendere il comune dai tagli stipendiali voluti dal commissario Zappalorto, e degli stessi, ci scommetto, che han voltato le spalle al comandante in un’emulazione grottesca (una dozzina di persone contro le centinaia in USA) di quanto successo a New York dopo l’uccisione di due agenti e la pacifica protesta dei colleghi USA, che ricorderete diedero le spalle al sindaco durante il corteo funebre delle vittime.

Immagino come direbbero i colleghi statunitensi se sapessero di essere stati scimmiottati da gente che predica il disarmo della polizia.

In sostanza i nostri sindacati vogliono i soldi, vogliono le tutele, vogliono la causa di servizio, vogliono l’addestramento, vogliono un contratto diverso da quello dei comunali e simile a quello delle Forze dell’Ordine.

Non si capisce dove, in tutto questo, stia il non volere l’armamento: certo qualcuno dice che prima di avere compiti di polizia sarebbe giusto averne le tutele, ma a me è stato sempre insegnato che le cose, prima di ottenerle, vanno meritate, o, almeno, va dimostrato di volerle meritare.

Spero che ai colleghi non venga un raffreddore nel fare le soste, sia mai che i sindacati chiederanno un’indennità adeguata al rischio comportato dal compilare un bollettario.

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