riflessioni

Fuori dal mio giardino!

Estraggo dal cappello una mitica citazione dell’ancor più mitico Clint Eastwood per commentare una notizia di cronaca che non posso che definire un misto tra ridicolo e preoccupante:

http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/TREVISO/ladri_scatenati_residenti_sparano_fucili_a_pompa_e_li_mettono_in_fuga/notizie/1217592.shtml

Preoccupante perchè quanto è successo è un sintomo evidente della sensazione di insicurezza del cittadino, sensazione che, per quanto magari esaltata da certa stampa spicciola e da certi commentatori ancor più spiccioli che ad ogni fatto di cronaca se la raccontano e se la dicono vicendevolmente, va ammesso che è evidentemente in crescendo. Di questo il colpevole è lo Stato, con la sua assenza, con i suoi tagli, col suo buonismo, col suo lassismo.

Però, diciamocelo, c’è un limite a tutto: i ladri c’erano, non oso negarlo,ma mi viene spontaneo chiedermi se i cittadini prima di uscire in massa per la strada agitando corde e forconi ed indicando all’untore abbiano pensato di fare quel semplicissimo ma per molti poco eroico gesto di alzare una cornetta e comporre il semplicissimo numero 112. Cosa che mi auguro sia stata fatta anche dai nostrani Clint prima di uscire puntando carabine e urlando alla tutela del proprio orticello.

Veniamo ora al senso dell’articolo, ovvero quello di spiegare perchè sparare in aria, che sia per la presenza di ladri, assassini, pedofili, stupratori, testimoni di geova o inviati di equitalia, è una grandissima IDIOZIA.

1) E’ illegale. Piaccia o meno è illegale, perchè in Italia, come spiegato in altro articolo, si può sparare per difendersi solo in presenza di una minaccia concreta ed attuale di un danno reale. Tradotto: se devo sparare per difendermi (o difendere terzi) devo sparare sull’aggressore, punto. Se sparo in aria, evidentemente, l’aggressione non era così concreta ed attuale, altrimenti non avrei avuto tempo di sprecare munizioni al cielo. E’ una lettura restrittiva della norma, lo so, ma se uno la va a leggere alla lettera, dice questo.

1.5- è legale invece per l’operatore di polizia, in quanto l’articolo 53 del Codice Penale, nel declinare i casi in cui gli agenti della forza pubblica possono sparare, dice semplicemente “utilizzare l’arma di servizio”, sta quindi all’operatore (che si presume si sappia cosa stia facendo) stabilire che per “vincere la resistenza o impedire un delitto per cui è previsto l’uso dell’arma” sia sufficiente o meno un colpo per aria piuttosto che dritto sul criminale. Il civile invece, che si presume non sia addestrato (e questi fatti lo dimostrano) ha una sfera operativa molto limitata e ristretta alla difesa della propria o altrui vita.

2)E’ operativamente un’idiozia perchè facendolo rivelo all’avversario dove sono e, se ci capisce di armi, anche con cosa lo sto affrontando: pensate voi se i nostri Davy Crokett si trovavano di fronte gente armata di Kalashikov (come successe al noto signor Stachcio che infatti ha avuto l’intelligenza di intervenire stando bene al riparo in casa) come sarebbe finita dopo aver fatto una bella vampata allo scoperto quasi a dire “sparate qui”.

3) E’ pure da scriteriati perchè un colpo vagante può andare ovunque, magari pure tornarti in testa (cosa che magari essendo questa spesso vuota non sarebbe poi così un danno).

E’ evidente che in Italia le armi vengono messe in mano a gente che ricorda terribilmente gli adolescenti quando impegnati in sfide idiote del tipo “chi sarà l’ultimo a scansarsi dal binario mentre arriva il treno” e “proviamo ad impennare con un cinquantino truccato”…cose che da adulti consenzienti ed ARMATI sinceramente non mi aspetterei. Finché non succede nulla, va tutto bene, ci si fa una sonora risata al bar, si rilasciano dichiarazioni ai giornalisti e si ridacchia coi carabinieri e la polizia (municipale e non) sul fatto “e voialtri no ghe se mai”…poi magari ci scappa la cazzata e fioccano le imputazioni, i processi, i sequestri, i cadaveri (perchè si qualcuno qui pare scordare che l’uso di un’arma implica accettare il rischio di uccidere e venire uccisi).

Morale della favola: le armi non sono giocattoli, e pretendere serietà e capacità nell’uso, magari auspicando l’obbligo per chi le detiene di sottoporsi a corsi ed allenamenti continui non è uno sfizio da fanatici ma un prudente desiderio di uno che non vorrebbe mai vedersi centrare il piede dal tiratore infoiato che scambia l’autopattuglia per il veicolo dei ladri.

Fino ad allora, se proprio i cittadini vogliono ispirarsi ad un personaggio di nome Kowalsky, consiglio loro di imitare il simpatico pinguino di Madagascar e non l’omonimo marine in pensione messo sullo schermo dal già citato Clint Eastwood nel film Gran Torino, perchè, vi rivelo un segreto, non basta detenere uno schioppo per essere un ex marine.

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