Polizia Locale · riflessioni

Tra le carte scoperte e l’acqua calda, la lezione Principe Giovanni applicata ai comuni

Si pubblica di seguito un interessante articolo della Repubblica sui dati dell’attività sanzionatoria di alcuni comuni italiani e, peggio, le idee malate dei sindaci di detti comuni nei confronti dei propri cittadini e dei propri agenti di Polizia Locale:

http://www.repubblica.it/economia/2015/02/07/news/multe_sindaci_comuni-106739588/?ref=HREC1-3

Letto il pezzo il primo commento che esce spontaneo è che d’ora in poi chiunque sostiene che noi non lavoriamo dovrà farsi un bel lavaggio di coscienza perchè i dati sono impressionanti: sanzioni irrorate in folle crescita ovunque (+ 50% medio, posti con 38 euro a cittadino di sanzione, 480mila al giorno di accertato dei velox) e sindaci che guarda caso investono sempre di più nella rilevazione automatica e negli agenti appiedati da usare come piccoli riscuotitori delle imposte

.

Tutto ciò inoltre spiega perfettamente al cittadino perchè i sindaci (prima ancora che i sindacati delle altre forze di polizia che ringraziamo come sempre per la colleganza e l’amicizia) sono contrari a qualsiasi evoluzione della figura della Polizia Municipale in una direzione più votata alla “polizia” che al “municipale”, che al “vigile”.

Ficcatevelo bene in testa cari cittadini che tanto ci odiate: se avessimo mano libera ci amereste. Ci amereste perchè, lo dice schiettamente ed esperienza alla mano, quelli di noi che provano un piacere satanico nel sanzionarvi, SONO POCHI. Quelli di noi che si sentono realizzati e potenti allo staccare una bolletta da 40,80,160 euro nei confronti delle persone SONO POCHI. Questi pochi (un 30% del totale) farebbero volentieri a meno di pistola e qualifiche per avere la sola responsabilità dell’accertatore delle soste, al riparo da grane che portano a timbrare il cartellino in ritardo o che richiedono di dover fare turni serali e notturni (tutte cose sentite dire).

Ma dovete capire che i sindaci, quei signori che voi votate e dai quali poi pretendete serie misure contro noi colpevoli di protestare delle nostre condizioni di vita e di lavoro, preferiscono i vigili ai poliziotti (municipali e non).

Vedete, un agente che ferma un sospetto e lo fotosegnala impiega nell’atto di cui sopra almeno 4 delle sue 6 ore. 4 ore in cui egli non porterà alcun incremento economico al comune, e anzi, forse vi porterà addirittura delle spese (l’accesso a certe banche dati cui noi non abbiamo ingresso gratuito, la manutenzione dello strumento di foto segnalazione, la benzina del mezzo) ed è solo per questo che la Polizia Municipale, così come è, non ha ragione di esistere. 

Per questo la politica ha paura dello sciopero del 12, per questo le regioni hanno paura di darci scuole di formazione ed indennità spettanti ora ai colleghi dello stato che per primi CI TEMONO perchè sanno che parecchi di noi, in particolare la nuova generazione, siamo numerosi, siamo motivati, siamo convinti di meritarci qualcosa di più del bollino di “merda” che ci è stato affidato e dell’onorevole incarico di “impiegato comunale”.

Razionalizzate l’idea, cari lettori, di una riforma che ci distrugga e ricrei: immaginate la Polizia Municipale come la conosciamo ora ridotta ad accertatori delle soste e ausiliari della viabilità privi di qualsiasi qualifica di polizia, togliamogli il nome di Polizia Municipale e accorpiamo il tutto, sia questi accertatori sia l’apparato burocratico viabilistico (quindi le pratiche inerenti passi carrai, permessi disabili, pass ztl e compagnia cantante) in un nuovo ufficio che chiameremo “Ufficio Viabilità Comunale”. Così facciamo contento il 30% di cui sopra che in questo ufficio confluirebbe con gioia, e i sindaci che avrebbero minori spese e minori problemi di gestione.

Prendiamo il restante personale di Polizia Locale e trasformiamolo in una chiamiamola Polizia Metropolitana a competenza allargata alla nuova realtà delle città metropolitane (che han preso il posto della provincia ricordiamolo) con competenza specifica di Polizia Stradale (con modifica del Codice attuale ed il riconoscimento di seconda forza di Polizia Stradale in Italia dopo la specialità della Polizia di Stato) e Soccorso Urbano (quindi specializzata in degrado, tso, microcriminalità, abusivismo edilizio, nulla che già oggi non si faccia) ed immaginiamola pagata da un fondo specifico della città Metropolitana formato dai vari comuni che ne fanno parte, legata ovviamente al 208 cds ma staccata dal bilancio(lasciando ad esso invece gli introiti del suindicato Ufficio Viabilità, in quanto realtà comunale). Immaginiamo l’aumento di controlli di qualsiasi genere che ci sarebbe da una specializzazione così elevata: posti di controllo continui che, al di là delle sanzioni ordinarie, possono portare al fermo di veicoli guidati da soggetti pericolosi, od oggetto di furti, o impegnati in traffici illeciti (anche questo succede sovente e siamo spesso NOI), per tacere dell’aumento di controlli su veicoli stranieri e sull’autotrasporto (le cui sanzioni sono elevatissime, per la gioia degli economi, però con il pregio di levare letteralmente delle bombe dalle nostre strade e garantire una soddisfazione professionale sicuramente superiore al bollettino sul cruscotto) totale indipendenza dal singolo amministratore o consigliere, nessuna vera ed effettiva sovrapposizione coi colleghi dello stato, ma parificazione di dignità personale e professionale.

Ragioniamo in questi termini e creiamo quella che dovrà essere la Polizia Locale di domani. Certo è più facile accettare di essere quel che si è, di venire odiati, di venire schifati, di essere impiegati con la pistola e vestiti uguali, ruote di scorta della prefettura, valvola di sfogo dei comitati cittadini e vaso di pandora della Pubblica Amministrazione.

Però, se devo essere questo, levatemi la pistola e la dicitura “polizia” di dosso. Intanto, finché sarò questo, il mio distintivo rimarrà nel fondo di un cassetto: non serve una patacca ad un impiegato comunale, e non è una patacca a fare di me una persona che interviene o meno in aiuto degli altri, in servizio come non.

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