Polizia Locale

Se vuoi uccidere un uomo, devi colpirlo al cuore, Ramon!

E se vuoi rovinare un uomo, devi colpirlo mediaticamente, Renzi!

Torno a parlare della situazione dei colleghi romani. Le loro proteste su determinate condizioni di lavoro cui sono sottoposti (non posso manco immaginare come sia lavorare in una città come Roma) sono state sacrosante, il modo di esprimere la punta massima di queste proteste…un po’ meno. Non rimando al precedente articolo,ma mi limito a ricordare come la defezione di capodanno sia stata la molla che Renzi aspettava da tempo per scatenare il mondo mediatico, anche e soprattutto tramite i social network che sembra tanto amare e che sicuramente sa padroneggiare, per sparare le sue bordate sui dipendenti della Pubblica Amministrazione, e, in particolare su quei dipendenti che non vanno certo ad intaccare gli sprechi veri del nostro paese (andiamoci a vedere le spese dei comuni e non su corbellerie, su indennità dirigenziali, su commesse inutili i cui prodotti tra l’altro poi manco si vedono quindi ci si chiede che fine abbiano fatto dopo essere stati acquistati) ma che fanno sicuramente da buon parafango su cui scaricare l’odio sociale: chi fa le multe poi, è doppiamente colpibile.

Resto convinto che l’idea di utilizzare le più strampalate scusanti (malattia, donazioni eccetera) per giustificare l’assenza di capodanno sia stata sbagliata; meglio sarebbe stato non andare ed accettare le conseguenze senza dare alcuna giustificazione se non una lettera aperta ai media in cui si spiegavano le ragioni della protesta: in fondo fino non molto tempo fa i lavoratori si presentavano a rivendicare i loro diritti davanti fucili spianati, cosa sarà mai un provvedimento disciplinare (cui fare fronte compatto esprimendo le proprie ragioni) in confronto? Meglio ancora sarebbe stato presentarsi in servizio e rimanere fissi senza intervenire (FISSI ripeto) su alcun problema viabilistico e non, come già accennato nell’articolo precedente (c.d. sciopero bianco).

In ogni caso rimando i link a due articoli che ridimensionano il problema e, in particolare uno, da una risposta di un diretto interessato (anche se non comandato in servizio quella notte) che cerca di spiegare i motivi sotto quella che, comunque, devo ammettere che rimane la più grande protesta unitaria della storia della categoria:

http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/01/03/la-versione-del-vigile/comment-page-3/#comments

http://www.iltempo.it/roma-capitale/2015/01/04/ecco-chi-non-ha-risposto-alla-chiamata-1.1363834

Se riguardo le ragioni del collega si possono avere opinioni discordanti (ci tengo però a precisare che mi trovo praticamente in tutto il suo discorso), il secondo articolo ha invece il pregio di dimostrare come certa stampa e certi organi politici di assoluto rilievo (a qualche fiorentino stanno fischiando le orecchie) abbiano voluto strumentalizzare, demonizzare, massacrare un fenomeno e chi lo ha originato senza prima informarsi (senza volersi informare) della sua effettiva portata.

Sceneggiata che l’italiano medio cavalcherà felicissimo, perchè si sa che da noi la prima versione è quella che conta, le altre sono solo scuse e ridimensionamenti per giustificare la colpa (un po’ come quando prima si scrive Poliziotti uccidono ragazzo, poi si specifica che il soggetto in questione aveva appena finito di decapitare una colf e di farsi largo tra i Vigili del Fuoco agitando una mannaia) ed aumentano ancora di più la livore del cittadino medio contro “i colpevoli”.

Certo comprendere la protesta degli agenti di Roma, analizzare come questa stia venendo usata dal governo per colpire l’intera categoria e probabilmente distogliere l’attenzione da panni ben più sporchi (Mafia Capitale, Venezia Corrotta, Expo 2015 Mazzette, giusto per sciorinare esempi EVIDENTI) non toglie che ogni giorno i colleghi mi ripetano che “sembro un carabiniere” e che “avrei dovuto fare il questurino” o “la tua dimensione era la stradale”, in sostanza, per la maggior parte di noi, essere prima “polizia” che “municipale” è un difetto così grave da aver addirittura sbagliato mestiere.

Questo, siccome sono uno stupido, è un controsenso che devo ancora comprendere.

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